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MASTER TDSI

MASTER TDSI #10

Sono passati mesi da quando ho scritto l’ultimo post sul master.

Oggi ritorno per riprendere ciò che ho iniziato. Non tanto perché devo postarlo, ma perché è anche un ricordo che voglio poter rileggere quando ripenseró a questi giorni.

Com’è iniziato questo nuovo e terzo periodo del master? Con un test.

Il resto è stato superfluo.

Ho brasato la mia mente da tutto ciò che è successo durante la mattina, per ripassare mentalmente i concetti. Purtroppo non ho compreso molto di quell’insegnamento, ma era per una giusta causa.

La vita però mi ha voluto premiare dopo l’esame. Una volta liberata dalla tensione del test, infatti, non solo ho avuto la lucidità di prestare attenzione alla seconda parte del corso, ma ho anche avuto la fortuna di poter ascoltare un professore veramente in gamba.

È una cosa che succede ormai da un anno: c’è sempre qualcuno che riesce ad ispirarmi in qualche modo, e il professore è tra queste persone.

Egocentrismo, empatia, umiltà, come osservare gli altri e soprattutto come agire senza pregiudizi.

Sembrano tematiche comuni, che tutti dovrebbero tenere a mente quando fanno qualcosa, ma in realtà (e ce lo ha dimostrato) molti di noi lo danno per scontato, soprattutto quando si tratta di interfacciarsi con persone di culture diverse.

È stato affascinante. Mi sono sentita più coinvolta e più compresa. Io sono italiana, nata, cresciuta e completamente immersa in questa bella vita, ma ho origini lontane e nella mia mente vivono due tipologie di culture, che col tempo si sono fuse.

Almeno era questo quello che credevo. In realtà l’una sì è adattata all’altra e viceversa. Ci sono alcuni aspetti del mio carattere che sono tipicamente italiani, altri che invece sono persiani nonostante i miei genitori non abbiamo mai fatto nulla per fare dominare la loro cultura. Loro mi hanno trasmesso un’educazione che, assieme a quella italiana, sì è instaurata in un certo modo e che mi permette di giostrarmi tra le due realtà.

Non sono poi così diverse su molti aspetti (la famiglia e il cibo sono sacri per entrambe), ma per altre cose sono lontane anni luce.

Il professore mi ha aiutata a comprendere quelle che io reputavo delle difficoltà e in realtà sono solo altre sfaccettature del mix che è la mia vita.

Ha continuato, poi, facendo molto altri esempi di culture che non conosciamo così bene come crediamo e la classe è rimasta ammaliata dalla sua persona. Nessuno se n’è andato via prima della fine del suo discorso, c’è chi ha perso anche qualche treno pur di ascoltarlo. È stato entusiasmante.

Come bisogna osservare le persone?

“Guardando i loro momenti più personali, ma in pubblico”. Cosa significa?

Che la chiave di tutto è l’appetito, e bisogna andare (anche) nei supermercati di altri paesi per comprendere le culture degli altri.

È difficile da comprendere, ma se si è disposti a generalizzare e a domandarsi di più sugli altri, troverete molte occasioni per stupirvi.

daily post

“E se fosse già tardi?”. Le paranoie post-laurea (e non solo)

La domanda del secolo.
La domanda che affligge tutti.
La domanda che quando arriva, ti fa sorgere mille dubbi e quasi quasi molli tutto e abbandoni anche quei piccoli sogni che si sarebbero potuti trasformare in grandi progetti e stimoli quotidiani.
Ma se invece non fosse poi così tardi?

Qui parlo dell’ansia da post-laurea, ma in realtà spero che questo post possa tornarti utile per qualsiasi nuova attività tu voglia affrontare.

Partiamo dalla tua posizione attuale: neo-laureato, magari lavori, magari sei in cerca, pieno di potenziali nuovi hobby che non hai ancora iniziato, leggermente spaesato, totalmente confuso e con una decina di schede aperte sul pc con indirizzi universitari e nuovi percorsi accademici a portata di click.
Per pura fortuna (tanto per dire, avrai come minimo passato delle ore a cercare qualsiasi cosa prima di giungere a questa opportunità) trovi un corso che potrebbe interessarti. Una magistrale, un master o addirittura una nuova triennale, quel che ti pare: hai trovato il tuo prossimo impegno per i mesi e anni a seguire.
Arriva il momento di iscriversi, tentare un qualche test di ammissione (a cui spero tu ti sia preparato adeguatamente), presentarsi al colloquio, vendersi in tutti i modi possibili; eppure l’ansia ti attanaglia.
Che sia perché hai scoperto questo corso ormai troppo tardi e ti sei giocato le iscrizioni attuali o perché ti richiedono di fare prima delle esperienze formative, il senso è che ora probabilmente dovrai trovarti altro da fare.
Almeno per un po’.
Bene, fermiamoci un attimo: è veramente così grave perdere un anno?
Cerchiamo di strutturare assieme le possibili cause del tuo tormento interiore.

1. Hai già la tua laurea (ricordati che questo è un articolo per chi è nel blues da post-laurea).
Questo vuol dire che hai già subito, elaborato e superato tutti “gli obblighi” e le pressioni della tua famiglia, dei parenti, della società e pure del vecchio in fondo alla strada che ogni volta ti ferma per dirti che bisogna essere veloci per colpire le lucertole (ti prego, non colpirle).

2. Magari stai pure lavorando.
O sei in cerca. Ribadisco: sei laureato. Quindi il grosso richiesto dai tuoi, l’hai fatto. Cercati un lavoro per arrotondare. Se vuoi fare qualcosa di diverso, almeno assicurati di poterti permettere questa vita. Non dipendere da nessuno (per quanto possibile), vedrai che il resto sarà più facile.

3. Questa è una tua decisione.
Nessuno (spero) ti sta obbligando a continuare gli studi. Hai superato le pene dell’inferno per la triennale e adesso devi fare la scelta se continuare, se andare a lavorare o se fare entrambe le cose.
Se è una tua scelta, quindi, perché devi imparanoiarti di essere in ritardo? La tua vita è tua. Fregatene delle convenzioni sociali.

4.La società non deve impicciarsi.
Tu hai fatto ciò che ti è stato richiesta (nelle tempistiche “giuste” o meno), ora devi pensare a proseguire la tua vita come ti pare.
Al diavolo tutti e al diavolo le tempistiche tradizionali.
Aspettare un anno, essere in ritardo di due. Riprendere gli studi dopo qualche anno addirittura. Se ti senti di volerlo fare, fallo.

5. Non cercare giustificazioni.
Tocca a te ora.
Guadagna, risparmia ed iscriviti.
Nessun altro ti turberà nella tua scelta.

Quindi, pronto per ricominciare?
Guarda quella parte (tua madre avrà appeso la tua laurea da qualche parte, immagino) e inizia a prendere le tue decisioni. Lo fai per te stesso, non dimenticartelo, nessuno ti rincorre se non devi dimostrarlo agli altri, no?

daily post MASTER TDSI

MASTER TDSI #9-10-11 project work

Ho saltato il recapito dell’ultimo weekend di Master, ma non mi ricordo nemmeno cosa sia successo, quindi andiamo avanti e vi parlo dei tre giorni più intensi e faticosi di tutto il Master.

Te la faccio molto breve e in caso, se ti rimarrà la curiosità ti racconterò qualcosa di più:
Giovedì 5 luglio
– ci hanno diviso in 5 gruppi per il project work
– la team leader del mio gruppo non c’era
– sono stata nominata team leader
– ho avuto un leggero attacco di cuore e ho seriamente atteso dai 3 ai 5 minuti per calmarmi e razionalizzare la faccenda
– iniziato il lavoro, le personalità sono emerse
– alla fine della giornata non sentivo più la testa
– non ricordo di essere mai tornata a casa

Venerdì 6 luglio
– sono già stanca
– inizio la seconda giornata del project work
– abbiamo tutte personalità diverse
– ognuno di noi siamo stati assegnati a dei ruoli ben definiti, con delle responsabilità da seguire in un ordine preciso
– mi rendo conto di essere capitata in un gruppo fantastico, sono tutti molto attivi e c’è una bella collaborazione
– fine della giornata e sono più morta di prima
– l’ho preso il treno per tornare a casa?

Sabato 7 luglio
– il project si sta sviluppando molto bene: abbiamo definito valori, significati, intenzioni, mercati, azioni, partner, intenzioni o tutto quel che serve
– la giornata è andata avanti con il momento di collaborazione tra tutti i gruppo, con una condivisione di tutti i punti fondamentali che avevamo da proporre
– ne è uscito un bel piano, che svilupperemo a settembre.

Qui sono stata molto sbrigativa, anche perché non posso ancora parlarti del project e non saprei bene come raccontartelo, ma penso che farò un piccolo post it sulla figura del team leader e sugli altri ruoli, tutti fondamentali per la buona riuscita del lavoro.

Alla fine però – spoiler, te lo dico già – sono sempre più convinta che un team leader che voglia comandare e prendere tutte le decisioni, senza ammettere di poter aver sbagliato, avrà vita breve.