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La motivazione viene da te, veramente?

Lo hai sentito mille volte.
“Non devi cercare da nessuna parte, perché sei che devi decidere di fare qualcosa. Nessun altro potrà aiutarti. Fai ciò che sai di dover fare.”
Allora spiegami perché esistono così tanti motivatori, personal coach o amici cari che sono pronti a scriverti e a sostenerti via sito, newsletter, social, messaggio e quant’altro ti possa venire in mente.
Sì, il vero motivatore sei te stesso, ma consideriamo un attimo l’importanza dei giusti supporti extra.
Ti propongo alcuni personaggi, che dolcemente definisco “Fenomeni”.

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Introduzione alla to-do list

Da un po’ di tempo mi rendo conto di essere circondata da persona brillanti, con tantissima iniziativa, idee, voglia di fare e che potrebbero potenzialmente non dormire mai.
Poi però mi guardo attorno e forse solo una piccolissima percentuale di queste persone realizza effettivamente tutti i progetti che ha ipotizzato.
Qual è il fattore che sblocca dall’idea alla realizzazione?
E non sto parlando del raggiungimento del successo o di quanto piccolo/medio/grande possa essere l’obiettivo. Indipendentemente dalle attività da fare, il primo passo è iniziare. Quindi perché è così difficile?

Sarà un fattore caratteriale? Non credo: gran parte delle idee che ho avuto io sono nate dal bisogno di cambiare qualcosa. Ma quelle che sto portando avanti (poche, rispetto a quante potrei effettivamente prenderne a carico), le ho iniziate per pura noia. Non avevo altro da fare e mi ci sono messa.
Eppure sono tutte attività nuove, che hanno richiesto un grande lavoro dietro anche solo per rendermi conto di dover cambiare prima io qualcosa di me stessa. Ma tutte le altre task le ho abbandonate o fermate fino a tempo indeterminato. Perché?

Ho creato to-do list online, ho iniziato il Give me the points per motivarmi, ho ripreso alcuni punti anche sulla carta, su post it, sulle note del cellulare, sul calendario in camera e su Google Calendar. Ho iniziato a svegliarmi prima, a dormire più tardi, a bere più acqua, a cambiare anche alimentazione per ripulirmi dalle tossine (?).
Però, puntualmente, mi sono ritrovata a pensare a come avrei potuto iniziare, con cosa, partendo da cosa e come svilupparlo. Quante sotto-task ipotizzare, come suddividere la mia giornata, di cosa avrei avuto bisogno e cosa avevo già subito a disposizione. Riuscivo a calendarizzare la mia vita per intere settimane, ipotizzando anche possibili uscite e momenti di pausa.
Era tutto pronto.

Ma di quelle cose elencate, ne ho sempre portate avanti forse 1 o 2 tra quelle proposte nel mio calendario del momento.

Il risultato di tutto questo lavorone enorme finiva per buttarmi nello sconforto. Perché finché è un lavoro che devi portare avanti perché dalla tua task dipendono le attività di altre persone, non è un problema rispettare le deadline. Ma quando ipotizzo qualcosa per me stessa, che devo realizzare io, e che potenzialmente potrebbe andare a coinvolgere altre persone, mi perdo.
Non è paura, è proprio perdita della cognizione delle mie responsabilità.

Però, come ho detto, alcune cose le ho portate avanti.
– Sono riuscita a portare avanti questo blog, che non è cosa da poco per me, che non mi piace molto espormi all’esterno.
– Sono riuscita a fare un piccolo canale YouTube, con una decina di video, che ho dovuto interrompere però (esempio di qualcosa che non ho più continuato – per ora).
– Mi sono iscritta ad un Master, sapendo che avrei dovuto partecipare a tutte le lezioni, indipendentemente dal possibile errore nella scelta del percorso (cosa difficile per me, che se perdo entusiasmo mi risulta difficilissimo alzarmi dal letto – per fortuna il corso è stupendo).
– Ho scritto e pubblicato PREMIUM COOKIE for a writer, il primo mini volumetto per tutti coloro che cercano l’ispirazione per scrivere ovunque.
– Mi sono iscritta ad altri 2 esami per Settembre dopo averne già superati 2.
– Ho buttato giù su carta il prossimo progetto per SC che, per l’occasione, cambierà nome perché la situazione lo richiede (ma, ad esempio, questo riuscirò a portarlo avanti?)
– E ho iniziato a prendere più sul serio i miei fine settimana: prima momenti di pausa da tutto, ora periodi da dedicare alla realizzazione di tutto ciò che manca.

Quindi mi sono messa a ricercare tutte le informazioni su motivazioni, problematiche, ansie, crisi inutili e soluzioni su cosa fare (che approfondirò in un altro post – e spero di poter aggiungere anche esempi pratici, ci sto lavorando).
Questa estate la voglio dedicare non alle nuove idee, ma a quelle che ho già avuto quest’anno e che non hanno visto la luce. Alcune potrebbero non vederla mai comunque perché oggettivamente inutili o impossibili, ma vediamo come andrà.

Ti è mai capitato di sentirti in una situazione simile?

 

PS come hai visto ho fatto un piccolo elenco di cose che ho fatto o che sto portando avanti. In tutta sincerità serviva più a me poterlo leggere per rendermi conto di tutto ciò che invece non ho ancora fatto (però niente spoiler: prima o poi o verranno fuori oppure moriranno nel silenzio).

 

 

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MASTER TDSI #9-10-11 project work

Ho saltato il recapito dell’ultimo weekend di Master, ma non mi ricordo nemmeno cosa sia successo, quindi andiamo avanti e vi parlo dei tre giorni più intensi e faticosi di tutto il Master.

Te la faccio molto breve e in caso, se ti rimarrà la curiosità ti racconterò qualcosa di più:
Giovedì 5 luglio
– ci hanno diviso in 5 gruppi per il project work
– la team leader del mio gruppo non c’era
– sono stata nominata team leader
– ho avuto un leggero attacco di cuore e ho seriamente atteso dai 3 ai 5 minuti per calmarmi e razionalizzare la faccenda
– iniziato il lavoro, le personalità sono emerse
– alla fine della giornata non sentivo più la testa
– non ricordo di essere mai tornata a casa

Venerdì 6 luglio
– sono già stanca
– inizio la seconda giornata del project work
– abbiamo tutte personalità diverse
– ognuno di noi siamo stati assegnati a dei ruoli ben definiti, con delle responsabilità da seguire in un ordine preciso
– mi rendo conto di essere capitata in un gruppo fantastico, sono tutti molto attivi e c’è una bella collaborazione
– fine della giornata e sono più morta di prima
– l’ho preso il treno per tornare a casa?

Sabato 7 luglio
– il project si sta sviluppando molto bene: abbiamo definito valori, significati, intenzioni, mercati, azioni, partner, intenzioni o tutto quel che serve
– la giornata è andata avanti con il momento di collaborazione tra tutti i gruppo, con una condivisione di tutti i punti fondamentali che avevamo da proporre
– ne è uscito un bel piano, che svilupperemo a settembre.

Qui sono stata molto sbrigativa, anche perché non posso ancora parlarti del project e non saprei bene come raccontartelo, ma penso che farò un piccolo post it sulla figura del team leader e sugli altri ruoli, tutti fondamentali per la buona riuscita del lavoro.

Alla fine però – spoiler, te lo dico già – sono sempre più convinta che un team leader che voglia comandare e prendere tutte le decisioni, senza ammettere di poter aver sbagliato, avrà vita breve.