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Introduzione alla to-do list

Da un po’ di tempo mi rendo conto di essere circondata da persona brillanti, con tantissima iniziativa, idee, voglia di fare e che potrebbero potenzialmente non dormire mai.
Poi però mi guardo attorno e forse solo una piccolissima percentuale di queste persone realizza effettivamente tutti i progetti che ha ipotizzato.
Qual è il fattore che sblocca dall’idea alla realizzazione?
E non sto parlando del raggiungimento del successo o di quanto piccolo/medio/grande possa essere l’obiettivo. Indipendentemente dalle attività da fare, il primo passo è iniziare. Quindi perché è così difficile?

Sarà un fattore caratteriale? Non credo: gran parte delle idee che ho avuto io sono nate dal bisogno di cambiare qualcosa. Ma quelle che sto portando avanti (poche, rispetto a quante potrei effettivamente prenderne a carico), le ho iniziate per pura noia. Non avevo altro da fare e mi ci sono messa.
Eppure sono tutte attività nuove, che hanno richiesto un grande lavoro dietro anche solo per rendermi conto di dover cambiare prima io qualcosa di me stessa. Ma tutte le altre task le ho abbandonate o fermate fino a tempo indeterminato. Perché?

Ho creato to-do list online, ho iniziato il Give me the points per motivarmi, ho ripreso alcuni punti anche sulla carta, su post it, sulle note del cellulare, sul calendario in camera e su Google Calendar. Ho iniziato a svegliarmi prima, a dormire più tardi, a bere più acqua, a cambiare anche alimentazione per ripulirmi dalle tossine (?).
Però, puntualmente, mi sono ritrovata a pensare a come avrei potuto iniziare, con cosa, partendo da cosa e come svilupparlo. Quante sotto-task ipotizzare, come suddividere la mia giornata, di cosa avrei avuto bisogno e cosa avevo già subito a disposizione. Riuscivo a calendarizzare la mia vita per intere settimane, ipotizzando anche possibili uscite e momenti di pausa.
Era tutto pronto.

Ma di quelle cose elencate, ne ho sempre portate avanti forse 1 o 2 tra quelle proposte nel mio calendario del momento.

Il risultato di tutto questo lavorone enorme finiva per buttarmi nello sconforto. Perché finché è un lavoro che devi portare avanti perché dalla tua task dipendono le attività di altre persone, non è un problema rispettare le deadline. Ma quando ipotizzo qualcosa per me stessa, che devo realizzare io, e che potenzialmente potrebbe andare a coinvolgere altre persone, mi perdo.
Non è paura, è proprio perdita della cognizione delle mie responsabilità.

Però, come ho detto, alcune cose le ho portate avanti.
– Sono riuscita a portare avanti questo blog, che non è cosa da poco per me, che non mi piace molto espormi all’esterno.
– Sono riuscita a fare un piccolo canale YouTube, con una decina di video, che ho dovuto interrompere però (esempio di qualcosa che non ho più continuato – per ora).
– Mi sono iscritta ad un Master, sapendo che avrei dovuto partecipare a tutte le lezioni, indipendentemente dal possibile errore nella scelta del percorso (cosa difficile per me, che se perdo entusiasmo mi risulta difficilissimo alzarmi dal letto – per fortuna il corso è stupendo).
– Ho scritto e pubblicato PREMIUM COOKIE for a writer, il primo mini volumetto per tutti coloro che cercano l’ispirazione per scrivere ovunque.
– Mi sono iscritta ad altri 2 esami per Settembre dopo averne già superati 2.
– Ho buttato giù su carta il prossimo progetto per SC che, per l’occasione, cambierà nome perché la situazione lo richiede (ma, ad esempio, questo riuscirò a portarlo avanti?)
– E ho iniziato a prendere più sul serio i miei fine settimana: prima momenti di pausa da tutto, ora periodi da dedicare alla realizzazione di tutto ciò che manca.

Quindi mi sono messa a ricercare tutte le informazioni su motivazioni, problematiche, ansie, crisi inutili e soluzioni su cosa fare (che approfondirò in un altro post – e spero di poter aggiungere anche esempi pratici, ci sto lavorando).
Questa estate la voglio dedicare non alle nuove idee, ma a quelle che ho già avuto quest’anno e che non hanno visto la luce. Alcune potrebbero non vederla mai comunque perché oggettivamente inutili o impossibili, ma vediamo come andrà.

Ti è mai capitato di sentirti in una situazione simile?

 

PS come hai visto ho fatto un piccolo elenco di cose che ho fatto o che sto portando avanti. In tutta sincerità serviva più a me poterlo leggere per rendermi conto di tutto ciò che invece non ho ancora fatto (però niente spoiler: prima o poi o verranno fuori oppure moriranno nel silenzio).

 

 

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Parte 4. Piccoli alberelli social

albero social

C’è un piccolissimo tool di una meraviglia sconvolgente, che mi ha colto di sorpresa, risollevata da terra e trasportata in un magico mondo che non pensavo potesse esistere.

La scorsa settimana, mentre vagavo sul web, ho trovato una cosa spettacolare, che si collega meravigliosamente alla vita da copy.

E’ stato un regalo di Natale in anticipo, capace di raccogliere tutto ciò che amo e di unirlo per presentarlo sui social.

Un magico alberello natalizio mi ha salutata e si è presentato come la nuova frontiera delle condivisioni sui network.

Un modo tutto nuovo, almeno per me, di indicare alla gente cosa fai, chi sei, con chi lavori, cosa sogni, quante volte ti perdi nella vita e con chi parli. Ci puoi inserire tutto.

Puoi creare una tua presentazione personale o aziendale e ti serve solo recuperare i vari link. A tutto il resto ci pensa la tua logica, la tua memoria su cosa non puoi assolutamente dimenticare e poi è fatta.

Al pari di altri tool, questo magico elemento è nato per rendere il vostro profilo ancora più bello, più funzionale e semplicemente più d’impatto.

Non lo si nota subito, ma una volta aperto è difficile dimenticarsene.

Immaginatevi l’ultima presentazione che avete dovuto preparare. Che sia stata di voi stessi per indicare la vostra presenza sui social o per l’azienda o agenzia per cui lavorate. Quasi ogni giorno vi capiterà di venire scoperti da qualcuno e di dovergli inviare (o lasciare) qualcosa.

Attenzione che io sto esclusivamente parlando di una presentazione online. Suppongo che siate abbastanza bravi nel descrivervi quando vi trovate vis-a-vis con qualcuno (se sì, bravi voi). Ma per tutti i più timidi o socialcosi che sperate di non dover parlare e di poter lasciar fare tutto ai vostri profili (tipo moi), c’è qualcosa che vi renderà la vita ancora più facile.

Insomma una meraviglia è giunta a noi, anticipando anche Babbo Natale stesso.

Magari la conoscete già, la utilizzate da tempo (bravi voi) oppure, come me, vi prenderete cinque minuti per contemplare le infinite possibilità.

Siamo arrivati in un’epoca dove vi troverete a voler e dover fare di più nella vita solo per dare un senso a questi magnifici tool, che sembrano venire gettati su di noi.

Vi siete accorti che non vi ho detto praticamente nulla (nemmeno il nome del tool) per tutta la durata dell’articolo?

Abbiate pazienza, giovani amanti della colazione e dei social, prendetelo come un teaser: il vero post uscirà il 20 Dicembre sulla rubrica Seconda Colazione di Just Baked!

A presto e buon ritrovamento dell’alberello canterino, che da sempre terrorizza tutti i nostri natali!

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Il terrore.