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stream of consciousness

Un tema delicato (1/4)

Lo scorso mese ho scritto una serie di articoli abbastanza delicati sull’ansia.

Li ho fatti leggere solo ad un gruppo limitato di persone, che segue già da tempo Seconda Colazione e ne conosce ormai lo stile, il tono di voce e gli argomenti generalmente trattati.

Non ho mai avuto intenzione di nasconderli, ma mi serviva una fase di test prima di renderli accessibili a tutti. L’argomento che tratto riguarda l’ansia, la sensazione di smarrimento e la pressione che si sente quando si combatte contro la paura. Non è un topic tipico di questo spazio digitale, ma rientra nella mia quotidianità e, da quello che ho potuto notare, anche in quella di alcuni di voi.

Dopo aver ricevuto i commenti da parte di quella stretta cerchia di amici e follower virtuali, ho deciso di programmare i tre articoli sull’ansia in uscite a cadenza settimanale. In questo modo spero di dare spazio ad un tema delicato cercando, però, di prevenire che Seconda Colazione venga scambiata per un blog di sostegno (per quanto mi piaccia l’idea, non ho le competenze per discutere o consigliare gli altri, quindi mi limito a raccontarvi di me).

Su ciascun articolo troverete la data di quando è stato scritto il pezzo, ma molto probabilmente aggiungerò alcuni paragrafi negli ultimi due testi per integrare nuovi feedback e commenti.

Ogni giovedì uscirà un pezzo su questo tema delicato: l’ansia.

Come per gli altri post, se volete commentare privatamente potete scrivermi una mail o su Instagram (vedi contatti).

Un biscotto a quelli che mi hanno sostenuta durante la fase di stesura degli articoli e un altro a chi li leggerà.

Content

Naming per una travel photographer

È qualche settimana che ho avviato una nuova attività. Ho ripreso la comunicazione, che mi sta molto a cuore, e l’ho strutturata a seconda delle esperienze di questi ultimi anni. È molto emozionante poterlo scrivere: sono ufficialmente unafreelance copywriter e social media manager.

Ma questo è solo l’introduzione ad un argomento ancora più bello. Voglio raccontarvi di uno dei primi progetti a cui ho potuto dare il mio contributo: il naming di un blog di una travel photographer, che uscirà a breve.

Per fare questo devo prima presentarvi una persona speciale: Lucrezia.

Una giovane donna che sta scoprendo se stessa attraverso i suoi viaggi, ha fatto della curiosità la sua vocazione.

Non è da molto che gira il mondo, sono appena pochi anni, infatti, che si sta guardando attorno con più consapevolezza. Ma, da quella volta che ha fatto il suo primo viaggio da sola, non è più tornata sui suoi passi.

Il suo modo di osservare è cambiato, la sua mente è in balia delle possibili mete papabili, il suo linguaggio si è plasmato ad ogni viaggio, ricco di nuovi racconti e di idee nate dai luoghi che ha visitato.

Se poteste sentirla parlare quando pensa a quale sarà la sua prossima meta, vi verrebbe voglia di aprire skyscanner e cercare la prima tappa disponibile. L’energia, la curiosità e il desiderio di scoprire ciò che questo pianeta ci ha regalato, sono tutti sentimenti fortissimi, che emergono in ogni gesto che fa.

Questa è la sua visione da travel photographer.

Naming per una travel photographer

Dopo tutti i suoi viaggi, per lei è arrivato il momento di condividere la sua esperienza anche con chi non ha la fortuna di conoscerla di persona. Quando mi ha detto di questo suo desiderio, le idee che mi sono balenate in mente sono state molte. Ma bisognava partire nel modo giusto. Come si presenta una travel photographer?

Ho ascoltato le sue parole e mi sono fatta coinvolgere dal suo spirito d’avventura. Ho prestato attenzione soprattutto ad alcuni concetti chiave. Poi, le ho inviato il suo Stuzzico, un questionario molto semplice, che però fa riflettere e può far emergere alcuni dubbi su tematiche non ancora affrontate.

Lo Stuzzico di Lucrezia si è rivelato essere proprio il suo specchio: vivace, curioso, giovane e desideroso di superare qualsiasi confine. Un identikit che ha confermato la persona semplice, dolce e al tempo stesso forte che è Lucrezia.

Con queste nuove informazioni, mi sono messa all’opera. Stavo cercando un naming che rispecchiasse sia Lucrezia, che le parole che riempiranno le pagine virtuali del suo blog da travel photographer. Un nome comprensibile, elementare, che trasmettesse tutto ciò che si può notare di questa giovane ragazza e tutto quello che i viaggi significano per lei. Lei voleva un portale dove condividere la voglia di scoprire il mondo. Io volevo un naming, per lei, che mostrasse da subito l’identità del blog.

Ho riletto e memorizzato il suo Stuzzico e, da lì, ho visualizzato tre proposte.

Per ciascuna di queste, ho individuato una parola chiave, un valore e un significato da associare. In seguito, ho selezionato i termini che avessero un suono coerente con la sensazione che volevo comunicare (leggete mai a voce alta per sentire la musicalità del vostro testo?).

Di solito mi concedo almeno 1 o 2 revisioni dopo la consegna delle prime proposte, ma Lucrezia è riuscita a descriversi talmente bene, che è stato quasi immediato individuare la sua identità digitale. Tra i primi 3 naming consegnati, la parola chiave che ha prevalso sulle altre è stata “viaggiare”.

Il messaggio che ha voluto comunicare è quello di una persona che ama l’avventura, che vuole superare i propri confini e lo fa muovendosi nel mondo. Non ci sono limiti e la curiosità guida il viaggiatore. Vuole dare l’idea di poter superare qualsiasi cosa e situazione. Da qui nasce il naming, che vuole spingere le persone a superare anche le proprie paure.

Qual è il naming vincitore di questa travel photographer? Non ve lo posso ancora dire. Assieme a voi, aspetto che il blog sia ufficialmente online!

Libri

“Il settimo giorno” di Yu Hua

Leggere un libro è sempre una piacevole scoperta. Ti fa riflettere, piangere, ridere, odiare, amare. Ti manda in confusione, ti ispira e ti motiva a leggere ancora. Una volta che inizi, non smetti più (o almeno si tenta di continuare anche se si studia/lavora/si fa altro).

Questo libro, in particolare, mi ha tenuta stretta a sé tutta oggi. L’ho letto tutto d’un fiato; semplice, scorrevole, devastante. Purtroppo ammetto di averlo letto su Kindle (anche se preferisco i libri cartacei), ma averlo avuto in formato digitale mi ha permesso di portarlo con me durante le passeggiate con il cane, mentre passavo l’aspirapolvere e mentre spazzavo via le foglie in giardino (attività svolta malissimo, vista la disponibilità di una sola mano).

Come riassumere questo libro? Non te lo saprei dire. Semplicemente ad un certo punto lo stavo leggendo, ed è finito. Non so come, non capisco quando, ma la storia è giunta alla sua conclusione e io, ostinata, ho provato a sfogliare ancora quello schermo freddo nella speranza di trovare un piccolo commento da qualche parte.

Non volevo credere di aver terminato quella trama così atipica. “Il settimo giorno” mi ha catturata e non mi ha liberata nemmeno una volta letta l’ultima riga.

È stato stupendo. Ho riletto l’ultima frase più e più volte, finché non ho sentito quelle ultime parole affondare nella mia mente. Meraviglioso. Un piccolo libricino prezioso.

Penso ti possa piacere questo libro – “Il settimo giorno” di Yu Hua, Silvia Pozzi.

Inizia a leggerlo gratuitamente: http://amzn.eu/bZrce4g

daily post stream of consciousness

Vi auguro un 2019 indefinibile

Mi sono fatta una sola promessa per questo nuovo anno: non lasciarmi definire per quello che faccio.

Ognuno di noi ha una passione principale (per me è la lettura) e tante altre ossessioni che ci accompagnano durante la nostra crescita, quindi non capisco perché ci riferiamo alle persone riconoscendole per la singola attività principale che fanno.

“L’illustrazione”, “l’archeologo”, “lo scrittore”; gli individui sono così semplici da poterli riconoscere tramite un solo ruolo?

Io lavoro nel marketing, ma non mi vedo solo come marketer.

Mi piace scrivere, ma sicuramente non sono una scrittrice.

Adoro leggere, ma non sono una bookworm.

Mi diletto nel disegno, ma non sono un’illustratrice (anzi, sono proprio agli inizi).

Guardo video sulla fotografia, ma di sicuro questo non mi rende una fotografa.

Io sono come Seconda Colazione: uno spazio introverso ricolmo di idee senza una linea precisa da seguire.

Quindi il mio desiderio per questo 2019 è rendere difficile agli altri l’affibbiarmi un ruolo singolo.

E ho iniziato disegnando a caso.

Quali curiosità tingeranno il tuo 2019?

Libri

Holiday Inspiration: le vostre scelte

I primi giorni di Dicembre vi ho chiesto di condividere gli articoli che più vi hanno inspirato.

Tanti biscotti per voi, che avete partecipato!

I Left My Cushy Job to Study Depression. Here’s What I Learned. Elitsa Dermendzhiyska (Medium)

I benefici della lettura: La Libroterapia || Intervista alla psicologa Lucia Magionami Il lettore curioso (Blog)

How it Feels Like to Live With Trauma Post An Abusive Relationshiploa (The Minds Journal)

La motivazione viene da te, veramente?Seconda Colazione (Blog)

Don’t F*ck Up the CultureBrian Chesky (LinkedIn)

#LibriniRegalini Tegamini (Blog)

Buone feste!

Grazie a tutti i biscotti che hanno deciso di inspirare gli altri. Ho letto gli articoli che avete segnalato e siete delle creaturine meravigliose. Grazie per aver partecipato all’exchange natalizio di Seconda Colazione.