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Seconda Colazione

daily post

“E se fosse già tardi?”. Le paranoie post-laurea (e non solo)

La domanda del secolo.
La domanda che affligge tutti.
La domanda che quando arriva, ti fa sorgere mille dubbi e quasi quasi molli tutto e abbandoni anche quei piccoli sogni che si sarebbero potuti trasformare in grandi progetti e stimoli quotidiani.
Ma se invece non fosse poi così tardi?

Qui parlo dell’ansia da post-laurea, ma in realtà spero che questo post possa tornarti utile per qualsiasi nuova attività tu voglia affrontare.

Partiamo dalla tua posizione attuale: neo-laureato, magari lavori, magari sei in cerca, pieno di potenziali nuovi hobby che non hai ancora iniziato, leggermente spaesato, totalmente confuso e con una decina di schede aperte sul pc con indirizzi universitari e nuovi percorsi accademici a portata di click.
Per pura fortuna (tanto per dire, avrai come minimo passato delle ore a cercare qualsiasi cosa prima di giungere a questa opportunità) trovi un corso che potrebbe interessarti. Una magistrale, un master o addirittura una nuova triennale, quel che ti pare: hai trovato il tuo prossimo impegno per i mesi e anni a seguire.
Arriva il momento di iscriversi, tentare un qualche test di ammissione (a cui spero tu ti sia preparato adeguatamente), presentarsi al colloquio, vendersi in tutti i modi possibili; eppure l’ansia ti attanaglia.
Che sia perché hai scoperto questo corso ormai troppo tardi e ti sei giocato le iscrizioni attuali o perché ti richiedono di fare prima delle esperienze formative, il senso è che ora probabilmente dovrai trovarti altro da fare.
Almeno per un po’.
Bene, fermiamoci un attimo: è veramente così grave perdere un anno?
Cerchiamo di strutturare assieme le possibili cause del tuo tormento interiore.

1. Hai già la tua laurea (ricordati che questo è un articolo per chi è nel blues da post-laurea).
Questo vuol dire che hai già subito, elaborato e superato tutti “gli obblighi” e le pressioni della tua famiglia, dei parenti, della società e pure del vecchio in fondo alla strada che ogni volta ti ferma per dirti che bisogna essere veloci per colpire le lucertole (ti prego, non colpirle).

2. Magari stai pure lavorando.
O sei in cerca. Ribadisco: sei laureato. Quindi il grosso richiesto dai tuoi, l’hai fatto. Cercati un lavoro per arrotondare. Se vuoi fare qualcosa di diverso, almeno assicurati di poterti permettere questa vita. Non dipendere da nessuno (per quanto possibile), vedrai che il resto sarà più facile.

3. Questa è una tua decisione.
Nessuno (spero) ti sta obbligando a continuare gli studi. Hai superato le pene dell’inferno per la triennale e adesso devi fare la scelta se continuare, se andare a lavorare o se fare entrambe le cose.
Se è una tua scelta, quindi, perché devi imparanoiarti di essere in ritardo? La tua vita è tua. Fregatene delle convenzioni sociali.

4.La società non deve impicciarsi.
Tu hai fatto ciò che ti è stato richiesta (nelle tempistiche “giuste” o meno), ora devi pensare a proseguire la tua vita come ti pare.
Al diavolo tutti e al diavolo le tempistiche tradizionali.
Aspettare un anno, essere in ritardo di due. Riprendere gli studi dopo qualche anno addirittura. Se ti senti di volerlo fare, fallo.

5. Non cercare giustificazioni.
Tocca a te ora.
Guadagna, risparmia ed iscriviti.
Nessun altro ti turberà nella tua scelta.

Quindi, pronto per ricominciare?
Guarda quella parte (tua madre avrà appeso la tua laurea da qualche parte, immagino) e inizia a prendere le tue decisioni. Lo fai per te stesso, non dimenticartelo, nessuno ti rincorre se non devi dimostrarlo agli altri, no?

daily post Diario

La psicosi dell’introversione: avviare un nuovo progetto

Non è passata neanche una settimana dalla pubblicazione del nuovo progetto, ma ci sono stati sviluppi emotivi quasi ogni singolo giorno e addirittura cambiamenti di routine, che vorrei condividere con te per avere anche una tua opinione.

Le fasi emotive di un nuovo progetto.

Partiamo per punti.

– Una decida di giorni prima dell’uscita del progetto sono andata in confusione su qualsiasi minuscolo aspetto, anche di elementi che avevo deciso e confermato settimane prima. Mission, vision, tono di voce, palette di colori, piano editoriale, scelta dei canali (da utilizzare subito e altri da realizzare nei prossimi mesi) ecc ecc. Niente era più definitivo e utilizzare il budget (che non avevo preventivato) per comprare qualcosa che mi aiutasse a gestire tutto (cosa? Ancora non lo so), sembrava una buona idea. Per fortuna non ho acquistato nulla.

– 22 luglio (tre giorni prima del compleanno di SC): programmato quasi tutto il programmabile. Ho iniziato a pubblicare in sordina sull’account instagram del progetto (#awkmargella) per popolare la bacheca prima dell’annuncio ufficiale.

Il desiderio di anticipare l’annuncio è stato forte tanto quanto il voler cancellare tutto e partire direttamente dalla prima foto il 25 luglio.

– 25 luglio (Buon compleanno SC): è arrivato il momento. Ho postato l’annuncio sul mio canale principale (@margian_ghadimi) e ho atteso. Stranamente pubblicando prima su instagram ho raggiunto quasi gli stessi risultati che sul blog (programmati i contenuti in due momenti diversi), quando di solito instagram lo utilizzo come canale secondario.

[Il blog, di solito, va molto meglio che sui social.]

– Il giorno dopo: mi sveglio e penso di aver sbagliato tutto. Avrei potuto scegliere altri colori, programmare contenuti diversi, riflettere su una mission diversa (ti spiegherò più avanti). Non mi piaceva niente.

Contemporaneamente, però, quelle pochissime persone a cui ho raccontato l’obiettivo di questo canale, mi hanno risposto con entusiasmo, hanno voluto saperne di più e alcuni addirittura hanno subito voluto farne parte condividendo idee e suggestioni, che mi hanno riempita di gioia.

_ Oggi: Guardo i miei canali e sono felice. Qualche scelta magari l’ho sbagliata, ma ho già conosciuto diverse persone nuove che mi hanno contattata per chiacchierare un po’(oltre a quelle che già erano mie amiche e hanno voluto saperne di più) e soprattuto condiviso con me consigli, tecniche e la loro esperienza personale. Sembra quasi una community, prima ancora di averne creato le basi.

Ma forse me lo dovevo aspettare.

Alla fine #awkardmargella è uno spin-off di #AskMargella e, da quando è stato realizzato l’hashtag, non è passato un giorno senza che i suoi creatori non si siano fatti sentire per urlarlo ai quattro venti.

Sono un biscotto fortunato.

*L’idea del progetto:

Tutto è partito perché avevo bisogno di fare qualcosa di nuovo. Seconda Colazione stava per compiere due anni e sentivo la necessità di cambiare la routine. SC è nata proprio perché stavo scivolando in una noia quotidiana e costante e scrivere mi ha aiutata a tirarmene un po’ fuori, quindi per il suo compleanno volevo festeggiare seguendo la motivazione che ha fatto partire questo piccolo minuscolo biscotto virtuale.

Quindi vai su instagram e cerca #awkardmargella e dimmi che ne pensi. Di cosa si tratta? Fotografia (per ora), ovvero tentativi di editing partendo da un livello di totale ignoranza (qualsiasi consiglio è benvenuto).

Canzone del giorno: Hercules – “Questa è la realtà”