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L’irrequietezza che muove le cose

La vita è bella e irrequieta di conoscenza.Da due settimane circa sono diventata una full-time freelance copywriter.

Ogni giorno inizia in un modo diverso. La quotidianità è emozionante, dinamica, rotea incontrollata e ho la scrivania sommersa da agende e fogli volanti.
Per ogni idea, c’è un colore che tinge le pagine e camera mia sembra un arcobaleno caotico, che non sa ancora dove terminerà. E questo perché continuo a sentire la mancanza di qualcosa. Un’irrequietezza.

Mi considero una persona fortunata. Nulla del mio percorso, fino ad ora, è stato lineare. Sono passata da una scuola elementare in lingua inglese al Classico. Terminati gli studi sono nuovamente tornata alla lingua inglese per la laurea in Economics and Management. Come lavoro ho scelto l’ambito della comunicazione, boicottando completamente il ragionamento analitico delle scienze matematiche.
Dopo alcuni anni ho dato le dimissioni e salutato l’agenzia di marketing che mi ha accolta dopo l’università e ho deciso di concentrarmi sulla professione di copywriter.

Tutte le mie esperienze sono nate a causa di una costante sensazione di irrequietezza. Non sono mai stata infelice (per fortuna), ma dentro di me ho sempre saputo di poter apprendere dell’altro. Ci sono talmente tante cose che non conosco, che non voglio accettare di dovermi accontentare di qualche micro-aggiornamento professionale per fare “il salto di carriera”.
La curiosità per ciò che non si conosce è troppo forte per lasciarla assopire.

Ed è per questo che ora torno su Seconda Colazione, dopo una lunga pausa.
Ora che ho nuovamente (quasi) il controllo del mio tempo e posso lasciare la mente vagare verso nuove opportunità e idee, quella sensazione di irrequietezza è tornata nuovamente. Viva, forte, impulsiva: è inebriante. La sento quando penso a quale sarà il prossimo passo e iniziano a formicolarmi le mani dall’emozione.

È entusiasmante e incontrollabile. E non parlo solo di una curiosità che riguarda esclusivamente il mondo lavorativo.
Sto vivendo un periodo dove qualsiasi cosa sembra un arricchimento utile e necessario. Dall’imparare una nuova lingua, al tornare a studiare all’università o ad apprezzare l’arte di saper cucinare (attività che detesto particolarmente, ma a cui potrei dare un’altra opportunità). Mi diverte pensare a tutto ciò che potrebbe cambiare drasticamente il futuro.

Anche le più piccole cose, modificano l’immagine che ho di me.
Avete mai pensato a come potreste essere tra 5 anni (domanda che non ho mai compreso ai colloqui)? Io non saprei rispondere in modo preciso.
Per ora mi godo questa dolce agitazione che porta aria di cambiamento.
Sono felice.

L’irrequietezza è trasformazione.

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