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Bolle luminose: l’incipit di una neo freelancer

È stato un periodo immensamente lungo e dinamico (e luminoso).


Lungo perché non ricordo quando ho iniziato questo percorso. Dinamico perché non mi sono resa conto di come sia passato il tempo. Luminoso (tra parentesi) perché è un termine che sto prendendo con le pinze, che sto appena riconoscendo, ma che sento abbastanza forte da renderla la parola chiave di questo testo.

Il cammino in un bosco sconosciuto

Come avrete notato (ma forse no), nell’ultimo periodo Seconda Colazione è diventato uno spazio leggermente più riflessivo e pensieroso, decisamente privo di luminosità.
Condividendo alcuni temi che stavo affrontando, ho cercando di analizzarli attentamente per trarne le informazioni che hanno poi dato vita a #streamofansia (1, 2, 3, 4), dove ho parlato di ansia e di panico come fossero costanti della mia vita. In realtà sono parte dello stream of consciousness che quotidianamente affrontiamo tutti. L’unica differenza era che, in queste ultime settimane, i due fenomeni si erano particolarmente rafforzati nel mio animo, appesantendo l’atmosfera durante il riposo notturno.

Il gioco di luci

Come anticipato in quei post, però, c’era un motivo dietro a tutte le parole. Stava accadendo qualcosa e stavolta cercherò di rappresentarla visivamente: immaginate delle bolle luminose.
Grandi, tonde, circondate dalle sorelle, tutte con dimensioni diverse, irradiate di luce e dai toni arcobaleno.
Queste bolle luminose non le riuscivo a vedere prima e si erano palesate come piccole schegge impazzite. Con il tempo le punte si sono arrotondate. Hanno ottenuto una forma sferica, più giocosa e brillante e hanno iniziato a ballare nell’aria con leggiadra bellezza.
Quell’ansia (che non è totalmente sparita, ma è certamente più sostenibile) si è presentata come un giocoliere, che mi ha lasciato i giochi per fare le mie bolle.
Ora le vedo volteggiare e riesco a soffermarmi a guardarle.

La danza dei colori riflessi

Nella realtà queste bolle sono le prime consapevolezze che si fanno spazio nell’eterno stream of consciousness. Le prime soddisfazioni, le prime fatiche ripagate.
È troppo presto per festeggiare perché il tragitto è ancora lungo. Non sono qui per congratularmi da sola, perché le mie bolle luminose sono la rappresentazione immaginaria dei prossimi obiettivi che voglio raggiungere.
L’arcobaleno che le colora, quando sono colpite dalla luce, è la consapevolezza di avere ancora una lunga strada davanti, che posso modificare perché sono in grado di comprendere come ottenere i giusti strumenti.
La danza nel vento delle bolle è il loro modo di indicarmi quanto potrebbero variare i percorsi che deciderò di intraprendere e quante altre novità potrei scoprire nel cammino.
Insomma è un momento di immensa vitalità e, al tempo stesso, di stanchezza. Vago con la mente verso nuove possibilità. Sapere che quella scelta iniziale ha portato a queste nuove esigenze, mi riempie di gioia. L’alpaca timido che è in me sta iniziando a scalpitare rincorrendo le mie bolle luminose.
Vediamo dove porterà questa inquietudine nel voler migliorare le cose.
Quali scelte fate quotidianamente per riuscire a stare bene?

Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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