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Come tenere a bada l’ansia: la motivazione (3/4)

strategia social, piano editoriale, report).

20.01.2019

Un altro giorno con questa pressione dovuta all’ansia.
So che c’è perché si avvicina la data di un evento importante, ma soprattutto perché sono arrivata al limite nella situazione attuale.
Ogni volta, così. Succede qualcosa di importante, un nuovo inizio, che magari nasce da un’esigenza di qualche genere e improvvisamente TUTTO, tutto quanto diventa più vivido.
I colori, le percezioni, i ricordi, le frasi; tutto sembra più duro, più pesante, più tagliente.

Sembra che debba andare male, che debba succedere qualcosa di brutto e che l’ansia non mi mollerà mai, ma non è così.
Anche i momenti belli sono più accesi e più forti. Hanno un valore, un significato e un’importanza maggiore.
In questi momenti (quelli felici), l’ansia comunque non se ne va. Penso a come sarebbe se non mi rendessi conto della fortuna che ho. Mi domando se stia esagerando a sentirmi in ansia, se sia io a generarla abbandonandomi alle paranoie e alle supposizioni, se mi stia perdendo molti importanti avvenimenti perché troppo presa da sciocchezze minori che riempiono la mia mente.

Tieni in mente la tua motivazione fino alla fine del percorso

Mi domando come ognuno di noi, di voi, reagisca agli avvenimenti che ci accadono. Mi domando se ci sia qualcosa che permette ad alcuni di vivere più serenamente degli altri, se ci siano dei fattori da considerare, che ora mi sfuggono, o se io sia troppo sciocca nel volermi legare ai momenti belli senza pormi domande su come affrontare quelli brutti.
Ho impiegato circa due anni per capire di soffrire di un’ansia costante e ho impiegato metà di questo tempo a comprendere quando mi succedeva e perché. Erano tutti attacchi di ansia motivati, spinti da un problema, da un avvenimento o da un obiettivo da raggiungere, quindi mai irrazionali, ma l’insonnia, la mancanza o la tracotanza nell’appetito, l’impossibilità di smettere di far vorticare i pensieri nella testa; quelli erano tutti elementi molto fastidiosi.

Ho impiegato due anni a comprendermi e uno ad esaminarmi.
Poi ho capito. Quei momenti belli, non erano solo all’opposto di quelli dove la pressione sul petto si faceva sentire di più. Erano lo scopo per cui affrontavo i periodi più bui.
La famiglia, uno stile di vita normale e dinamico (ma non frenetico) per potermi godere anche altro invece della pantomima quotidiana; gli amici ed essere più consapevole di me stessa.
Una consapevolezza che, comunque, non vuole controllare il mio carattere, ma appunto comprendere le motivazioni di determinate azioni.

Nelle fiabe e nei film si dice sempre che bisogna trovare un motivo per andare avanti. Uno qualsiasi, che ti permetta di convivere con le tue paure, ma continuando comunque per la tua strada. Non è possibile non avere paura, o nel mio caso non provare ansia, ma il motivo che scegliamo dovrebbe aiutarci a proseguire, ritentare e affrontare le più diverse situazioni.
La mia motivazione è la mia famiglia. Ho scelto loro perché ogni singolo membro ha una storia straordinaria e ogni loro decisione ha scritto un paragrafo indelebile nella storia di tutti gli altri.
La mia motivazione è la famiglia, me lo ripeto anche ora che sento l’ansia nuovamente salire al pensiero di ciò che ci sarà domani.
Una lieve pressione che continua ad aumentare e che non posso scacciare nemmeno con esercizi di respirazione.
La mia motivazione è la mia famiglia, non perché sia la più forte che ci sia, la più bilanciata, la più perfetta. Siamo un gruppo di persone normali, che ci sosteniamo e ci diamo sui nervi a vicenda, come qualsiasi altro gruppo di individui che condividono una casa.
La mia motivazione è questa e non vedo l’ora di dirvi qual è il nuovo racconto che ricoprirà le prossime pagine della mia vita. Non vedo l’ora.

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