Innamorarsi di un amorfo

Innamorarsi di un amorfo

Il loop del cazzosbaglio.
Per tutti i biscotti che si sciolgono nel latte

Sei come una catastrofe naturale
Madre natura ci saluta periodicamente con cataclismi improvvisi. Cicloni, tsunami, terremoti, fulmini che colpiscono le persone come fossero paperelle del luna park.
Eppure anche noi creiamo danni simili, quando ci impuntiamo con esemplari (che chiamarli “amorfi” o “casi umani” è un eufemismo).

Ti guardi allo specchio e ti dai il buongiorno e del coglione.
Blocchi, sblocchi, cancelli, fai meditazione, ma l’esito non cambia.
Parli di voler essere una versione migliorare di te e di cercare una condizione che ti porti almeno un minimo di serenità, nei limiti di ciò che puoi controllare. Ma il punto è questo: non hai nessun controllo quando hai a che fare con un’altra persona.
Certo, puoi decidere (almeno mi auguro) come agire e cosa fare per quello che ti riguarda, ma dimentichi un fattore importante, che puntualmente ti frega come la sabbia nelle ferite: l’emotività dell’essere umano.

Nasciamo come biscotto emotivo
Siamo creature emotive, sensibili, in grado di sognare l’impossibile e trasformarlo in una speranza concreta. Siamo come dolci biscotti, spinti dal desiderio di esplorare, creare, condividere, vivere e sentire tutto ciò che ci circonda. E per fortuna che siamo così.
I grandi risultati sono argomenti interessanti da comunicare, ma sono le emozioni del narratore che coinvolgono gli altri. Allo stesso modo i fallimenti fanno da esempio e insegnano come muoversi, ma sono l’amarezza e “le ferite” che ci motivano e spronano a tentare nuovamente (magari rivalutando la strada intrapresa).
Eppure quando si tratta di avere a che fare con un elemento che forse proprio bene non ci fa, lì caschiamo dal pero e finiamo in un loop spinoso. Abbiamo pucciato troppo a lungo il biscotto nel latte (scaduto, visto l’elemento) e siamo affondati insieme alle briciole cadute sul fondo della tazza.
Un girone dell’inferno tutto nuovo, realizzato per chi non riesce ad uscirne fuori e che si perde nel bivio delle scelte, che sembrano tutte sbagliate. E lo sono se la conclusione del ragionamento ci porta sempre tra le croste del personaggio.
Quest’ultimo fa sempre gli stessi errori, non mantiene le promesse, non ci fa stare bene, passiamo più tempo a litigare o a smettere di parlarci che ad uscire e goderci il tempo assieme. Quindi perché ci torniamo? Perché c’è qualcosa che ci dice che le cose cambieranno o che bisognerà imparare ad accettarlo così come si presenta.

Il latte rancido
Ma parliamo un attimo di questa creatura, che ci tiene tra le sue spine rancide.
Per qualche strano motivo, proprio lui/lei (che per comodità d’ora in poi chiamerò “esso”) ci attira. Esso è simile a noi, esso riesce a comprendere anche le nostre emozioni, paranoie e condivide i nostri stessi interessi e speranze.
Allo stesso tempo esso sembra restio nel condividere la propria vita con noi o almeno lo fa solo in parte, ma ci tiene al rapporto, al legame e a sentirci accanto a sè. Esso prova qualcosa, non lo si può mettere in dubbio che sia così, e da i primi segnali che si stia effettivamente impegnando di più.
Però manca qualcosa. A volte fa tiri strani, che portano ad altri tiri strani, che si concludono in litigi ed esasperazione. Le acque si calmano, ci prendete una pausa ma poi esso torna (o torniamo noi da esso), perché insieme siamo unici e facciamo parte l’uno della vita dell’altra.
Ma non funziona mai veramente e, nonostante tutto, finiamo per lasciarci e riprenderci di continuo. Il latte dolce e buono diventa sempre più rancido, a volte anche troppo, prende e sgretola i biscotti, li disintegra e poi si aspetta di ricostruire per un nuovo tentativo. Ma si può veramente rimettere assieme tutti i pezzi? Siamo ai livelli di una pappetta.

Cosa pucciamo, se è da buttare? I limiti di esso.
Ha ammesso di avere dei limiti. Dobbiamo accettare esso per ciò che è, ma pare che ci sia sempre qualcosa di nuovo da considerare e non diminuiscono mai i momenti di astio. Più il tempo passa e più questi limiti si fanno pesanti. Forse perché esso inizia a condividere totalmente le sue difficoltà, forse perché dopo diversi mesi o anni di tentativi ci aspettiamo qualcosa di meglio, forse perché siamo bloccati e abbiamo entrambi paura di qualcosa. Questi limiti ci sono e ormai li sappiamo recitare a memoria.
Non che noi siamo delle rose pregiate, anche noi abbiamo i nostri difetti come tutti quanti, ma stranamente le nostre esigenze sono sempre troppo pesanti per esso, mentre le sue ce le dobbiamo far andare bene.
Vogliamo insistere nel intingere le nostre emotività in quel riflesso bianco/giallastro e ci aspettiamo pure di scoprire un sapore nuovo. Ma siamo ritardati? Sì.

La pappetta molliccia che vuole tornare biscotto.
Come concludere questo articolo? Siamo biscotti ormai mollicci, sgretolati, senza forma e abbiamo perso tutte le goccioline di cioccolate, che si sono sciolte nel latte.
Abbiamo scoperto cosa significa doversi rimettere in piedi e – volontariamente – affrontare un latte troppo prepotente e confuso per una pappetta di biscotti.
Ci siamo rattoppati come piccola pallina di residui biscottosi e sciolti nuovamente; abbiamo fatto di tutto.
Nonostante le infinite cadute nell’oceano giallognolo di indecisioni e incomprensioni e l’aver perso lo smalto del nuovo biscotto (profumato e croccante), siamo ancora qui.
E sinceramente, se un biscotto non è in grado di sciogliersi (un pochino) a contatto con il latte, è troppo duro per essere gustato veramente.

Annunci

Pubblicato da

Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...