MASTER TDSI #4

3 maggio 2018

Nuova settimana, nuova corsa per prendere il treno.
In successione, mi sono dimenticata di: mettere la sveglia per poter riposare quei dieci minuti in più, che mi servono per riavere controllo sul mio corpo e alzarmi dal letto senza fare tardi; quasi scordata il pranzo al sacco; ricordata all’ultimo dell’umidità di Marghera e della necessità di acqua; possibili posate per il pranzo, portafogli,  zaino, computer.

Sono arrivata in una stazione (che era ovviamente affollatissima e zeppa di gente), che passeggiava beatamente senza rendersi conto di essere in mezzo alle palle. Corro dentro e niente: troppo fila. Benediciamo tutti insieme, in coro, l’edicola che ci salva ogni volta, quando anche le “super macchinette automatiche” si ricordano di volersi spegnere durante le ore di punta.

Nel frattempo ho adocchiato tre magazine che, complessivamente, mi sarebbero costati quanto il biglietto singolo e ho rinunciato. Bello leggere, bella la varietà, bello tutto, ma un magazine sta diventando un bene di élite per chi deve arrangiarsi economicamente. Prosperiamo nell’ignoranza e nei piccoli rimasugli che le case editrici ci concedono sul web.

Ad un orario invivibile, sono arrivata in sede.
Bella, pulita, piena di studenti e professori che discutono gia prestissimo delle teorie e best practice da applicare nel proprio lavoro.
Bravi loro, a me bruciano gli occhi, sono raffreddata, sto già sudando e maledicendo l’umidità che mi attanaglia la vita e mi domando se non sia allergica all’afa.

Inizia la lezione con un professore sudatissimo (lo comprendo e compatisco) e nonostante la nostra difficoltà di respirare abbiamo iniziato a parlare di Design Thinking (di cui ve ne parlerò in un altro post se sopravviverò a questo ossigeno saturo di calore, afa, umidità e malessere).

La seconda parte della giornata ha dato anche una speranza in più per combattere il sonno apocalittico che mi stava torturando: un workshop sui millennial per un canale tv.
Bello, dinamico, fuori dal comune e totalmente aperto a input e a vaneggiamenti di ogni sorta. Abbiamo presentato il nostro progetto e sono addirittura riuscita a contribuire verbalmente al contenuto esposto. Ottimo lavoro, felici e contenti, approfondito pure alcune conoscenze (anche di questo progetto ve ne parlerò più avanti).

Ore 18:30 giornata conclusa, stordita e affamata, ho firmato l’uscita e via.
Tra una passeggiata e una chiacchierata, sono tornata a casa.

Ore 21:20 non do più segni di vita. Sono sdraiata per terra, ancora con i vestiti del Master e lascio che il mio cane mi saluti saltandomi addosso per rianimarmi.

Ad un certo punto sono riuscita a strisciare su, lavarmi velocemente e giacere immobile a letto.

E domani si ricomincia.
Nuovi professori e nuovi workshop.

 

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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