Master TDSI – JOURNAL di un anno di innovazione (a Marghera)

Finalmente dopo l’iscrizione, l’invio della candidatura, il colloquio orale e tramite il modulo inviato, dopo aver rimandato la data, finalmente si inizia il Master.
L’intenzione era quella di cercare di sopravvivere alle lezioni super concentrate e difficili, per poi tornare a casa con qualche idea in più – e magari con un approccio completamente diverso – ma diciamoci la verità: quante occasioni ho per parlarvi di un Master?
Il resoconto, secco e super *emotivo di un anno di Master, raccontato lezione dopo lezione.

*l’emotività la trovate tra le mie lacrime mentre scrivo avvolta dalla stanchezza e dal crollo psicologico.

12 aprile 2018
Primo giorno di Master
Sveglia alle 6:30 – in realtà 6:35 perché ho sentito mia sorella alzarsi (la mia sveglia non è nemmeno partita? L’ho spenta nel sonno?).
Via il pigiama e su la maglia nera (sempiter nera est), cardigan e giù a fare colazione.
Nel frattempo mi ero dimenticata di preparare il pranzo al sacco.
Nel frattempo mi ero dimenticata di riempire le bottiglie d’acqua.
Nel frattempo la boccetta dell’integratore aveva deciso di non volersi aprire.

7:20 pronti in macchina con tutto il necessario (e due controlli alla check list): e via che is parte con padre alla guida che cerca di fare conversazione, ma non tanta da agitarmi perché sa che son già in palla per i fatti miei.

7:30 stazione. Abbonamento settimanale (addio a soldi che non potrei nemmeno permettermi di spendere se voglio mantenere una vita sociale neo weekend). Aspetto il treno e si sale.
Direzione Venezia Porto Marghera (ma perché).
Tra tutte le sedi Ca’ Foscari ha deciso di volersi espandere: Mestre non era degna forse? O c’erano già troppe facoltà e ha deciso di virare verso Marghera.

Arrivo 8:40. Treno lento che fa tutte le fermate, per fortuna siamo ad aprile e il tempo è abbastanza bello da rendere tutte le città di passaggio gradevoli.
Arrivo molto in anticipo – il corso inizia alle 9:30 -, ma non so dove sia il posto, non so quanto ci avrei messo a raggiungerlo (mi avevano detto 5 minuti, ma ho le gambe corte, potevano benissimo anche essere 15), e soprattutto i due treni dopo richiedevano un cambio a Mestre e di mattina mi si chiede troppo se devo anche prestare attenzione a questi passaggi.

Ore 9:00.
Google maps decide di riavviarsi dopo 20 minuto che sto passeggiando (i 5 minuti che fine avevano fatto?) e mi dice di tornare indietro. La sede è attaccata alla stazione, ho semplicemente sbagliato a scegliere le scale al sottopassaggio.
Torno indietro e la vedo. È proprio attaccata alla stazione.
Ho camminato 40 minuti per niente, per fortuna che l’odio per i cambi mi ha fatto prendere due treni in anticipo.

Entro ed è tutto nuovissimo. Incontro neo laureati in design, una delle tutor e mi metto a caccia del caffè. Alla fine l’aula è poco più avanti dell’ingresso, mi va di lusso. La tutor riesce anche a fare in tempo a mostrare i in bagno “segreto”, due piani più in su, per evitare la fila. Diventerà la mia pausa quotidiana.

Master in Technology and Design Innovation Strategy.
Inizia.
Ci sono tanti ingegneri, dipendenti delle banche, responsabili marketing di grandi supermercati, designer, referenti del reparto prodotto e di innovazione di grandi aziende del nostro territorio. Rimango subito estasiata: il mix di studenti e di ruoli è eterogeneo, non c’è nessuno che potrebbe spiegare il lavoro dell’altro. E il professore rende tutto ancora più intrigante. Niente lezioni infinite su un solo concetto, ma un intero corso di un periodo concentrato in una giornata. Alcune cos’è fortunatamente me le ricordo, altre sono completamente nuove, soprattutto il suo modo di pensare. Dice che le cose che avevo bisogno di sentire, c’è una certa soddisfazione nel non accontentarsi, nel non essere felice di aver raggiunto il massimo, c’è una visione di continua ricerca per innovazione. C’è quello che cerco io.

A metà mattinata so già che è il corso per me, lo sento a pelle.
Per l’ora di pranzo sono entusiasta e ho mille piccole idee che adesso so come e dove incanalare.
A metà della giornata ho già preso due pagine piene di appunti, fitti e occupando tutto lo spazio del foglio.
Nel primo pomeriggio ho capito su cosa voglio concentrarmi professionalmente.
Prima della fine della giornata ho deciso che avrei scritto il journal sull’anno al Master.

Ritorno a casa. Tempo di raccontare felicissima ai miei delle mie sensazioni e di tutto ciò che è successo e vado a letto.

Ore 22:00 sono già in camera mia con la luce spenta.
Vorrei dormire, ma mezz’ora dopo arriva una mail (il cellulare era pieno e lo stavo svuotando, permettendo a Gmail di riavviare le mail in arrivo) che mi tiene sveglia fino alle 23.

Ore 23:00.
Non ricordo nemmeno di aver messo per terra in cellulare, ma sento Jackie – il mio cane bonsai – che cerca la mia gamba per appoggiarsi e sdraiarsi accanto.

La mattina dopo mi sarei svegliata di nuovo grazie alla sveglia di mia sorella.

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

3 risposte a "Master TDSI – JOURNAL di un anno di innovazione (a Marghera)"

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