Da scimmia ad alpaca a SC

Da piccola mi arrampicavo per poter guardare il più lontano possibile e raccontare agli altri ciò che vedevo.

Mi si trovava mentre tentavo di salire su per i muri, come Spiderman, finché non arrivavo in cima alla porta o mentre saltellavo su un albero per raggiungere la sua vetta più alta, ma comunque stabile abbastanza da potermi tenere in sicurezza. Io guardavo in alto, mai in giù, perché mi sembrava che le nuvole potessero indicarmi la direzione dove voltare lo sguardo.

Fin da piccina ero una scimmietta che non rinunciava all’arrampicata nemmeno quando le mani erano piene di tagli, taglietti e bollicine infami. Mi divertivo. E forse per questo, ancora oggi, non presto molta attenzione alla cura delle mani, perché so che possono fare di più e inevitabilmente mi presento con le mani da uomo vissuto (sebbene io non sia né uomo, né una creatura vissuta).
Poi, un po’ più grande, ho iniziato a portare giù quelle storie e a riproporle come burattini narrate nascosta dietro ad una nave di legno. Erano i tempi in cui la mia scuola elementare mi permetteva di sperimentare e c’era questo “relitto” (in realtà nuovissimo) in fondo alla sala centrale, dove potevo posizionarmi e preparare lo spettacolino per i più piccoli.

Erano racconti di pirati (visto il set), di avventure e di creature marine da scoprire. E già lì la mia predisposizione per le cazzate fantasiose si poteva capire che non avrebbe avuto presto fine.

Quel periodo della mia vita è incorniciato da memorabili ricordi di teatro e delle recite, che con tanta dedizione preparavamo per i nostri genitori. Non un briciolo di ansia, paura o altro, ma l’emozione di raccontare una nuova storia trasmettendo le emozioni di un’altra persona. Che figata. Ogni tanto me ne dimentico, ma è successo veramente.

foto

Oggi sono un’alpaca, che racconta quelle storie che un tempo vedevo dall’alto, riproponendole anche qui in basso.

Nella stessa logica anche Seconda Colazione è nata per raccontare storie. Niente di grande spessore, ma l’intenzione è di narrare. Sulle critiche della forma e del contenuto, lascio a voi giudicare.
Ma SC vuole ricordare quella fase in cui, da piccola scimmietta nana e vivace, narravo le mie storie senza pensarci due volte.
Bla Bla Bla

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

Una risposta a "Da scimmia ad alpaca a SC"

  1. Pingback: Paranoia alla SC

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