Parte 1: le fisse di un copywriter principiante

COPYWRITING
Sembra strano parlare di copywriting, quando sono appena tre anni che lo conosco.
Leggo innumerevoli articoli sulle “regole del copywriting”, “cosa non dovrebbe mai mancare in un bel copy”, i “do’s and don’ts del copywriter”, “l’emozione del buon copy”, “l’abc per un copywriter” e fidatevi che potrei continuare ancora per molto.

Eppure quello che noto, vagando tra queste informazioni sul web, è che di rado mi trovo a capire effettivamente cosa faccia un copy. Sì, scrive. Sì, deve emozionare ed essere memorabile. Sì, deve conoscere bene la lingua in cui scrive.
Ma noto una lacuna sulla sua vita. E non parlo di cosa faccia un copywriter, se provaste a googlarlo troverete molti articoli intitolati “I blog più seguiti”, “Come diventare un copy”, “Cosa fa un copywriter per poter scrivere bene” ecc ecc (nuovamente, le sfumature sono sviariate).

Ma cosa fa un copy in quanto persona?
Cos’è questa relativamente recente figura, che sembra apparsa in modo naturale, ma che di naturale ha forse ben poco?
Un copy è sempre una persona alla fine, che svolge un lavoro.
Ma che persona è nella vita di tutti i giorni?

Tra molti refusi (che mi perseguitano anche oggi) e tre anni di copy, provo a condividere non solo le mie fisse da copy, ma soprattutto quelle di molte altre fantastiche persone ossessivo-compulsive che sono passate dal semplici copy a sterminatori di congiuntivi sbagliati.

Come è composta l’infarinatura di un writer? Lo suddividiamo in tre fasi:
1. La prima esperienza
2. Lessico e Tool: la nuova Bibbia
3. Le fissa di un writer

Questa non è una guida seria e professionale, ma sono ricordi che ho messo assieme e che, ancora oggi, porto nel cuore e danno vita a tutti i lavori che svolgo.

La prima esperienza

Il copywriter inizia il suo percorso con mani tremanti.

Il copywriter accede ai social degli altri e, la prima volta, prende fiato ad ogni pubblicazione.

Il copywriter scrive prima sulle note, come bozza, almeno 2-3 possibili copy prima di decidere per la versione definitiva. E anche quella verrà cambiata poco prima della pubblicazione.

Il copywriter non è mai soddisfatto del proprio copy e, all’inizio, basa le proprie capacità su quanti like riceverà la pubblicazione.

Il copywriter si sente pervaso dall’ansia ogni volta che dovrà accedere sui social, assicurandosi di non essere sulla pagina sbagliata.

Il copywriter piange ad ogni auto-like

E questo all’inizio del proprio percorso.
Poi ti abitui lentamente alla costante pressione del “puoi fare di più” e passi dall’ansia del copy perfetto, al pregare di avere un cliente che voglia provare a sperimentare cose nuove e non annegare nella noia.

Ora, l’evoluzione di un copy non ha mai fine.

Lessico e Tool: la nuova Bibbia

– copy: testo scritto ad hoc per avvenimenti e pubblicazioni da postare sui social

– refusi: il peggior nemico, che può comprendere lessico, forma o contenuto sbagliato

– drive: è google drive. L’unico vero padrone di tutto ciò che vi serve. Potete utilizzare i server e altri tool, ma google drive resta google drive.

– bozze: salvano la vita.

– piano editoriale: ci sarà un post a parte per questo, ma basta sapere che la vita di un copy dipende da questo strumento.

– tov: tone of voice. Il linguaggio da utilizzare per ciascun social, cliente e target.

– hashtag: permettono di raggiungere più persone o di identificare un evento, devono essere sempre scritti e salvati, pronti per l’utilizzo.

– gestore delle pagine: app che permette di gestire e controllare più pagine da un’unica pagina.

– ansia: compagna di avventure, che tiene allerti, ma se si arriva a lanciare in aria il computer, fermatevi. Avete un problema.

– deadline: ricordate l’ansia letta poco fa? La deadline può metterla a dura prova. Occhio alla scadenza.

Una volta iniziato questo nuovo percorso, c’è però una naturale deformazione professionale che si impadronirà brutalmente anche della quotidianità del writer.

Le fissa di un writer

Gli piace un libro. Lo osserva. Lo ammira. Forse lo annusa e contempla la copertina. Ma tutto questo non ha nemmeno un inizio se prima il titolo non è così bello da annotarsi mentalmente di informarsi sul percorso formativo dell’autore (non dimentichiamo l’alternativa, più popolare oggigiorno, di vagare su Amazon).

Probabilmente ha una serie di agende, quaderni, planner virtuali (si ringrazia Amazon) e non attorniati da vari elementi di cartoleria, che tiene con estrema dedizione.

Ha una collezione di pennarelli, penne, matite, ma soprattutto colori. Perché il mondo lessicalmente corretto non può essere mai abbastanza colorato.

Corregge i messaggi di tutti, non su richiesta.

Quando scrive e invia messaggi importanti e lunghi, pretende una risposta che segua i punti segnati. Saltarne uno significa destabilizzarne la sua natura. Siate civili.

Non esce di casa senza un libro, un’agenda e una penna.

Le sue annotazioni mentali sono numericamente elencate anche su Wunderlist, Eventbrite e le note del telefono in ordine di importanza, tempo o possibilità di approfondimento immediate.

Le cuffie sono parte delle sue tasche.

Probabilmente ascolta più i podcast che le persone.

In generale, un copywriter, come molti altri professionisti, traslano la propria vita professionale e ne spingono i valori anche sulla quotidianità del loro tempo libero. Tutto ciò che vedono può essere d’ispirazione e tutto ciò che sentono può dare vita ad un post, una nota, un audiolibro o un copy.

Nei prossimi articoli ci saranno altri riferimenti a questo personaggio così simile ai cantastorie, ma dotato di fisse immense.
Quali social utilizza di più, come si esprime, come interagisce con le persone, cos’è una scrivania per un writer e molto altro.

Trovato dei refusi?
Ringraziate di non essere dei copywriter. Se lo siete, eh.

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Pubblicato da

Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

2 risposte a "Parte 1: le fisse di un copywriter principiante"

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