I coniugi Eames: il design dell’amore

“Do more with less”

Quando pensiamo ad un’opera d’arte la associamo velocemente ad una possibile sensazione ed emozione dell’artista. Se vediamo un disegno, ci domandiamo da dove provenga quella particolare abilità e cosa significhi per l’autore proiettare la propria anima sulla materia.
Tuttavia, nel momento in cui rientriamo nel mondo lavorativo, sembra più difficile immedesimarsi nell’empatia del protagonista, ci limitiamo ad essere osservatori passivi. Se vediamo un arredo, non ci domandiamo quale sia l’emozione dietro quelle creazioni.

Eppure, quando pensiamo ad una sedia, anche quella ha una sua storia che nasce da qualche parte. C’è sempre una persona dietro a ciò che guardiamo e tutto ha una sua storia che va raccontata.
Ad esempio, in questo preciso momento vedo un cimice zampettare sullo specchio di murano (un bellissimo dono), e mi domando da dove derivi tanto odio nell’universo per aver creato un essere talmente immondo da rovinare (non irreparabilmente, ma comunque al momento non mi avvicino) una forma tanto pregiata d’arte veneziana.

Ciò che vediamo nasce da un sentimento: che sia il desiderio di sfogare la propria rabbia, la frustrazione che prende il controllo sulla tela, la tristezza che si manifesta nelle forme o la gioia che plasma la materia, ogni campo della nostra vita da sfogo ad una gamma di emozioni necessarie per dare sfogo alla nostra umanità. E c’è l’amore.
Ed è proprio il caso dei coniugi Eames.

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Pittrice lei. Architetto lui.
Infatuati della loro visione futuristica e dalla prospettiva di stravolgere, con la loro arte, la società, la pittrice Ray e l’architetto Charles si sono sposati nonostante quest’ultimo fosse già legato in un altro matrimonio.
Pionieri del design organico, nel 1940 vinsero il concorso “Organic Design in Home Furnishing” del museo MOMA di New York.
Dopo la presentazione del progetto “Organic Chair” in collaborazione con il designer finlandese Saarinen, la visione della funzionalità della sedia cambiò, ma con i suoi limiti. Infatti, sebbene questo nuovo prototipo non fosse solo un mobile ma si basasse interamente sulle forme del corpo umano, non vi era la possibilità di fabbricarla per la mancanza di strumenti adeguati.

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Fu così che, da questo lancio, la coppia Eames iniziò a sfoderare altre sedie, sempre di alto design, progettate interamente da loro.
Ideatore e progettista Charles, disegnatrice e texture stylist Ray, i coniugi presentarono la LCW nel 1946. Una sedia bassa, molto più bassa della normale concezione dell’epoca, ma con una chicca in più: la possibilità di rivestirla a seconda dei gusti del cliente grazie alla lavorazione dei fogli di compensato pressati e della plastica.

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Dopo di lei, nacque La Chaise: la poltrona di Gaston LaChaise. Ispirata da quest’ultima, la materia in fiberglass “Reclining nude” si aggiudicò il secondo posto all’International competition for low-cost forniture design” del MOMA.

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Da non scordare la DSR – Dining Sidechair Rod, la sedia dalle mille varianti: con braccioli, con base a dondolo, con base a legno. Fu uno dei modelli più rivisiti e modificati a seconda delle varie necessità del cliente.
Dall’idea della forma dei corpi, presa dal primo modello, i due artisti ripresero il concetto per dare vita a Longuechair and Ottoman, la poltrona ispirata alla sagoma di due mani intrecciate tra loro, per rappresentare anche l’amore dei designer.

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Da quel parziale successo con la prima sedia presentata al concorso del MOMA, gli Eames progettarono gli Eamses Storage Units, i sistemi modulari di strutture standardizzate versatili e funzionali in fogli di compensato e di acciaio. Costruiti per la produzione in serie, applicata per tutte le successive uscite.

“Do more with less”, il motto di Charles, rappresenta la vita e l’arte che costruì l’amore e la carriera degli Eames. Semplicità, rigore, creatività ed equilibrio per dare vita a pezzi di arredamento segnati dallo stile dei coniugi.
Una coppia che ha segnato la storia del design, modificandone le regole e le nozioni già note.
Una forma di design che tutt’oggi fa parlare di sé e porta i coniugi Eames ad essere ancora considerati tra i più grandi designer da studiare e ammirare.

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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