Give me the Points! – 12

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Un altro Give me the Points! Ormai non è più un Daily, ma fingiamo che lo sia.

Sono andata dal medico e ho aperto un libro.
Immediatamente la stanza si è ammutolita, con qualche bisbiglio come se fosse conoscenza comune il non disturbare chi legge.
Poche parole, scambiate sporadicamente solo per per sapere chi era il prossimo, e nulla di più.
Ho letto qualche capitolo cercato di recuperare il tempo perso, mentre da qualche parte qualcuno ha pensato bene di disturbare la quiete con un martellare incessante, ma abbastanza lontano da non causare danni.

Ciò che mi ha stupita è stata la consapevolezza di quanto il tempo fosse passato veloce una volta rimesso via il libro. Mi sono guardata attorno e, a parte gli anziani (educatamente seduti in attesa) ho notato una ragazza, accanto a sua madre, che si sistemava furtivamente l’acconciatura. Spostando leggermente lo sguardo la mia attenzione si è rivolta verso il soggetto che avrebbe dovuto notare questi segnali che avevo captato anche io.
La ragazza stava puntando un nuovo paziente, appena arrivato credo, seduto di fronte a me.
Sì sistemava i capelli e guardava il proprio riflesso dal telefono mentre lo teneva d’occhio. Ma lui non la vedeva.

Troppo preso dal suo telefono, non credo l’abbia nemmeno notata. Da quando ho riposto il libro nella borsa, il ragazzo non ha mai alzato lo sguardo e la giovane, ormai, doveva alzarsi per andare dal medico.

Se non esistessero Tinder, Facebook e tutti gli altri social “schermati” mi domanderei in quanto tempo ci estingueremmo.
Ed è un peccato perché sia lei che lui erano veramente belli, avrebbero potuto dare vita ad una progenie di bellezze.

Ma Facebook, presumo, ha avuto la meglio (o la sua famiglia che lo aspetta a casa).

In tutto ciò il mio pensiero va, invece, al ragazzino che continuava a tossire a intermittenza e spero che possa guarire perché in 10 minuti, ha saputo istigarmi alla violenza.

Fine

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Pubblicato da

Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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