“Andate a pagina 394”

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8 film, 7 (8) libri e 10 anni di lacrime.
“È meglio il film del libro.”
“Il libro non mostra ciò che può dare il film.”
Chi se ne frega, tutto va bene se si parla di Harry Potter (ma leggetevi i libri prima di vedervi i film).

Questo racconto sembra non terminare mai, che sia rileggendo i libri o osservando dettagli nascosti durante le riprese, i Potterhead (la famiglia di piccoli grandi sognatori ancora in attesa della loro lettera) non mancano di stupirmi.

A dieci anni dalla fine del film, ancora oggi escono articoli, post, video e immagini raffiguranti momenti clou della saga che che non avevamo notato prima.
All’improvviso ci sono nuove teorie che spiegano un’altra facciata della storia, un altro racconto che sembra completamente distaccato da ciò che conosciamo, ma che finisce per spiegarci una dimensione del mondo di Harry Potter che non avevamo mai notato.

E così le nostre avventure, i nostri racconti, le nostre fantasie su come dovrebbe essere il mondo del piccolo mago continuano a nascere e ad evolversi nonostante siano passati diversi anni dall’ultimo film e dall’ultimo libro sfogliato.
Ma ad aiutare i Potterhead c’è anche l’autrice stessa e madre del protagonista di Hogwarts, J.K. Rowling infatti non si smentisce e richiamata forse dall’amore dei suoi fan torna per stupirci con un nuovo romanzo sempre incentrato sul mondo di Hogwarts. Ma la differenza tra gli altri libri è stata la presentazione di un volume incentrato sullo spettacolo teatrale e quindi presentato come una sceneggiatura.

Ma non sono qui per fare una critica, una recensione di questo libro, perché essendo l’ultimo, è presentato in modo diverso dal solito e voglio concentrarmi solamente sui capitoli che hanno reso possibile che il mondo di Harry Potter mi accompagnasse fino ad oggi.

Iniziato nel 1997, quando ero poco più che una bambina e ancora mi cimentavo nel cercare di leggere le descrizioni degli animali della fattoria, era l’inizio di un decennio di stupore che avrei scoperto a 4 anni da lì.
A 9 anni infatti ho preso il mio primo libro e ammetto di aver letto subito dopo aver visto Harry Potter e la pietra filosofale.

È stata forse la prima e ultima volta in cui un film mi ha introdotto nel mondo letterario, e non posso che esserne infinitamente grata.
Dopo aver visto la versione cinematografica in Danimarca grazie a mio cugino, me ne sono follemente innamorata (forse per la lingua britannica estremamente affascinante e poetica) e il mio interesse per Hogwarts è nato proprio durante quella mia piccola fase di crescita.

Da lì ho iniziato la mia ricerca incessante dei libri che leggevo prima che uscissero gli altri film, scoprendo le meraviglie dei segreti che al cinema non venivano riportati.
Harry Potter mi ha insegnato ad amare la letteratura prima della televisione, il racconto prima del cinema, la trama immaginata prima che vista con gli occhi.
In sette capitoli della sua storia non posso dire che tutti siano stati entusiasmanti dal punto di vista televisivo, ma i libri non mi hanno mai delusa e mi hanno presentato caratteristiche, personaggi, animali, creature mitologiche e fantastiche che ho rimpianto più volte di non aver visto nei film.

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Dal Wingardium Leviosa ad un Alohomora, i personaggi di J.K Rowling mi hanno catapultata in un universo da qui non volevo più andarmene. Harry Potter, Ron Weasley, Hermione Granger, Severus Snape, Albus Silente, perfino in questo momento che sto dettando a voce al mio telefono, il mio cellulare riesce a riconoscere e a scrivere perfettamente questi nomi.
Loro e le avventure a cui hanno dato vita, mi hanno insegnato ad immaginare ancora di più. Non ero più soddisfatta di aspettare i libri o i film, ero arrivata al punto in cui avevo già letto tutto, avevo visto il film, e sapevo cosa sarebbe successo pure dopo perché anche il libro successivo lo avevo già divorato.

Dalla saga di Harry Potter ho iniziato a dare vita ai miei racconti, le mie trame, i miei universi partendo proprio da ciò che mi è più rimasto nel cuore.

Le avventure, le sfide, i tradimenti, l’amicizia, le perdite; tutto ciò che era nel mondo di Hogwarts mi ha permesso di immaginare e imparare a sviluppare questa capacità di vedere oltre anche alle righe trascritte.

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Quanti momenti epici ho potuto vivere grazie a loro? Non lo saprei dire, fatto sta che porto ancora con me i ricordi delle fasi più entusiasmanti della saga.
Harry Potter è uno dei motivi per cui io ho iniziato a scrivere, per cui ho iniziato a cercare altri racconti, altri volumi da conoscere, altre saghe da studiare.

Per me non è stato un semplice romanzo della durata di 10 anni, che mi ha accompagnata per un breve tratto della mia vita. J.K Rowling ha saputo realizzare qualcosa che mi ha accompagnato per gli anni a venire, anche dopo il distaccamento (aggiungo forzato) da questo magico mondo.

Ma veniamo a noi e ai momenti epici che porterò sempre con me:

Harry Potter e la Pietra Filosofale: il momento della torta, quando Hagrid è arrivato e gli ha detto che era un mago. Non so bene perché io abbia questo ricordo della torta, forse era affamata in quel momento o forse ho riscontrato le mie stesse capacità di preparare una torta come quella di Hagrid, fatto sta che mio primo ricordo pensando Harry Potter e la Pietra Filosofale è la torta schiacciata dal posteriore di Hagrid.
– La Pozione Polisucco (la sua preparazione descritta nel libro)

Harry Potter e la Camera dei Segreti: “Non potevamo seguire le farfalle?”
Ho detto tutto, per un’aracnofobica come me, sentire questa frase mi ha rincuorata perché era ciò che continuavo a ripetere pure io da mezz’ora.
– La liberazione di Dobby
– Il Duello

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: Studiare i licantropi. Sì, bellissimo film, ma ha incentivato la mia curiosità verso le creature più varie e mitologiche
– Nottetempo

Harry Potter e il Calice di Fuoco: La sfida con il drago (più dettagliata nel libro) e il labirinto (più dettagliato nel libro)

Harry Potter e l’ordine della Fenice: L’uscita eclatante di Fred e George

Harry Potter e il Principe Mezzosangue: Beh – c’è un’unica scena (alzate le bacchette)

Harry Potter e i Doni della Morte: 
– La sfida alla Gringott
– Il racconto di Breda il Bardo
– La lacrima di Piton

Che dire, alzate le bacchette, andate a pagina 394 e…che un piccolo Norberto vi accompagni sempre.

“Finirà mai questa ossessione?”
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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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