Pianificare come un Velociraptor, trovare lo zen come un Brontosauro: Jurassic Park

jurassic park

Per chiunque sia cresciuto con i dinosauri, l’ossessione per questi animali preistorici non potrà mai affievolirsi completamente.

Dai libri per bambini, alle illustrazioni, ai cartoni animati, fino ai film (sapete benissimo a quale mi sto riferendo), la nostra vita è iniziata e sviluppata assieme alle storie di queste creature spettacolari.
In questo preciso momento, mentre scrivo, sto ammirando entusiasta Jurassic Park 3 e mi diletto nel scoprire che riesco ancora a sussultare all’arrivo dei Velociraptor.

Il film, in tutta la sua maestosità, ha realizzato i miei sogni da bambina. Non ho mai pensato di potermi entusiasmare di più. Di solito, sfogliare le pagine di qualche libro o girare per casa con un giocattosauro, mi bastava per strillare di gioia, ma con Jurassic Park ho trovato un nuovo livello di amore degenerato verso i dinosauri. Non sono un’esperta ovviamente, non li ho studiati così approfonditamente da poterne giudicare la reale somiglianza con gli esemplari conosciuti, ma è stato spettacolare scoprirli anche con questi film.

Un capolavoro degli anni ’90, Jurassic Park ha saputo trasformare tutte le mie fisse, le mie paure, le mie curiosità e storie che mi ero inventata (ne inventavo tante, come ho cercato di raccontare qui), in una realtà.
Ecco in carne ed ossa (si fa per dire) i protagonisti della mia immaginazione, ecco i veri divi di Hollywood destreggiarsi in un film come se esistessero veramente. Ecco le meravigliose creature che da anni vedevo solamente nei libri e nei cartoni animati, materializzarsi. Non nego, in un momento veramente malsano della mia indole e immaginazione, di aver desiderato visitare quelle isole per poterli vedere di persona. Ma come il buon Professor Alan Grant insegna “non bisogna metterci piede su quella dannata isola”.

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Ora, in tutta sincerità, vi posso dire quanto mi pianga il cuore a rivedere nuovamente questi film e pensare di non saper più dove sia il mio caro libro dei dinosauri che mi ha accompagnata in tutti questi anni. Era un libro bellissimo, pieno di illustrazioni, schede, dettagli e colori spettacolari. Non so che fine abbia fatto. E’ stato regalato, dato a qualcuno, buttato via (improbabile), lasciato in qualche garage? Non lo so, mi manca, ma intanto mi rincuoro un minimo con Jurassic Park.

Ditemi come fate a non rimanerne affascinati. Non dico volervi vedere di persona (non prendiamoci in giro, nessuno di noi sopravviverebbe nemmeno con un erbivoro), ma non rimanete stupefatti dai dettagli, dai vari versi e intensità, dai gorgoglii e dalle tecniche di caccia? Dal T-Rex che caccia solo, litiga per il territorio e sfida imperterrito qualsiasi altro esemplare, al Brontosauro (Signor Collo Lungo), che zampetta pacifico e noncurante del resto purché possa cibarsi indisturbato, al Velociraptor, nominato prima, che infame e veloce accerchia la preda grazie ad una pianificazione attenta e condivisa con il resto del branco.

Un’avventura che continua in più film, per presentare il mondo dei dinosauri che, dotati di una propria indole per quanto creature nate in laboratorio, non accettano volentieri la presenza dell’uomo e non lo differenziano da qualsiasi altro stuzzichino presente sull’isola. Un gioco a chi sopravvive, alla lotta tra i più grandi contro i più piccoli, i più forti contro i più veloci, i predatori contro l’uomo.
Una ricerca tra il mondo di questi epici esseri e la clonazione, il merito del film di Steven Spielberg risiede nel desiderio di Michael Crichton (autore dell’omonimo romanzo) di riportarli alla vita.

Grazie a Jurassic Park, posso stilare la mia top 7 dei dinosauri che porterò sempre nel cuore:

1. Brontosauro. La sua natura pacifica e la sua espressione quasi hippy, mi trasmette una serenità e un desiderio irrefrenabile di sdraiarmi su un’amaca mentre lo coccolo dalla cima di un albero.

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2. Velociraptor. Il Velociraptor è intelligente (credo), lavora assieme al branco, pianifica e comunica costantemente con i suoi simili: è la mascotte del nostro pianificatore interiore.

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3. Triceratopo. Bello. Tre corna, pensa alla famiglia, fa gli affari suoi, bruca e ti disfa in due minuti se gli tocchi i piccoli.

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4. Spinosauro. Il più grande dinosauro carnivoro conosciuto, stende un T-Rex e si riappropria della corona del “predatore più letale” con un verso (riprodotto in Jurassic Park) da capogiro.

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5. Mosasauro. Un gigantesco, magnifico, terrificante, mostruoso rettile marino. Merita, non so cosa, ma merita.

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6. Pterodattilo. Da piccola adoravo dire “Pterodattilo” e mi chiedevo come potessero, animali così grandi, volare.

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7. All’ultimo posto il T-Rex. Non potevo non aggiungerlo. E’ stato il primo dinosauro ad avermi spaventata, affascinata, stordita, nauseata e sconvolta dalle sue capacità predatorie.

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“Pianificare come un Velociraptor, trovare lo zen come un Brontosauro”

Qual è il vostro dinosauro preferito?

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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