I miei due anni nel MARKETERs Club: parole di un Sergente in pensione

marketers

Sono passati tre anni da quando ho scoperto il MARKETERs Club.
Un’associazione gestita autonomamente da studenti pronti a farsi stravolgere la vita dal learning by doing.

Studenti che hanno avuto la possibilità e la determinazione di scoprire questa idea di un gruppo di persone folli che hanno dato vita al progetto.
Un’associazione nata nel 2012 da ragazzi, capitanati da Francesco Favaro, intenti a laurearsi, ideata per altri giovani per mettersi alla prova con grandi aziende prima ancora di affrontare il mondo del lavoro.

Detta così sembra un’utopica intenzione di dare effettivamente la possibilità ai ragazzi di fare qualcosa sul campo, di tentare di fare altro a parte scaldare i banchi, di imparare facendo (a.k.a learning by doing – payoff del Club) e di confrontarsi con realtà serie e molto grandi al di fuori dell’Università.
Ed effettivamente è così.

È così e posso dirlo perché ne ho fatto parte.
Non sapevo cosa avrei trovato candidandomi nel Consiglio Direttivo, né cosa avrei imparato o quali limiti avrei dovuto affrontare, ma non avrei potuto voltare le spalle dopo aver visto cosa erano in grado di fare.

Nel marzo 2015, alla fine del secondo anno di università, ho incontrato una cara amica per un giro a Venezia e mi ha parlato di questa associazione.
“Una via di fuga” dalla noia dello studio (per chi, come me, ha bisogno di altri stimoli per sopravvivere), dai piccoli problemi quotidiani e per contrastare la sensazione di non aver ancora imparato niente.
Una opportunità per incontrare persone nuove e imparare a condividere la fatica e i progetti a lungo termine.

marketers.jpg
Questa meravigliosa donna dai ricci biondi, Costanza De Liberato (che nel frattempo si è pure laureata), ha cambiato la mia vita universitaria.

Non più lavori di gruppo universitari dove ci si arrampica sugli specchi per chi avrebbe dovuto fare cosa, niente più paper dove si buttano parole a caso per consegnarle il prima possibile al professore sperando in qualche punto in più né progetti da seguire a lezione che di efficace hanno ben poco se non quella di un passatempo. (Sì percepisce l’insoddisfazione?) Qui si trattava di mettersi tutti assieme attorno ad un tavolo e progettare: quali ospiti vogliamo chiamare? Facciamolo. Quali eventi vogliamo organizzare? Pianifichiamoli. Che aziende vogliamo visitare? Andiamoci.

Il MARKETERs Club funziona proprio così.
Bisogna puntare il più in alto possibile e adoperarsi per raggiungere l’obiettivo. Non è detto che si riesca a raggiungerlo (ad esempio siamo ancora in attesa di una risposta da parte del Papa), ma nel tragitto incontriamo tante altre gigantesche realtà che ci permettono di dare vita ad un grandissimo evento.

Di cosa si occupa l’associazione quindi?
Prima di tutto di dare gli strumenti necessari a chiunque voglia tentare di creare qualcosa da zero. Ideare, dare forma e realizzare un progetto assieme ad altri ragazzi con lo stesso background.
Non c’è qualcuno che ne sa più degli altri o che ha fatto un percorso formativo più professionale per essere lì: sono tutti ragazzi.
Sono tutte persone che hanno in comune solo la voglia di fare e che imparano sul momento. Non esiste la gerarchia del “io ho lavorato qui quindi ascoltami”, esistono i responsabili che sono semplicemente gli studenti che sono dentro al Consiglio Direttivo da un anno e che sono partiti con le stesse basi delle nuove leve, a cui ora possono trasmettere alcune delle cose che hanno imparato nell’arco dell’anno. Tutto qui.

Quindi, quando sono venuta a conoscenza di questa realtà, mi sono subito iscritta ad un evento MARKETERs per vederlo con i miei occhi. Mi sembrava impossibile. Eppure, arrivato il giorno, sono stata colpita da un tornado di emozioni e di gioia che, sinceramente all’università non pensavo che avrei mai potuto vedere. C’erano ragazzi ovunque. Giovani studenti seduti, proprio come me, ad ammirare gli ospiti del giorno con i loro droni volanti, e loro, i membri del CD che correvano da un lato all’altro dell’aula magna per confrontarsi tra di loro, scambiarsi opinione e assistere gli ospiti successivi.

Quell’entusiasmo mi ha contagiata.
Sono uscita dall’aula e poco dopo mi sono candidata.

Non conoscevo nessuno a parte la mia amica che me ne aveva parlato tempo prima, non sapevo se ne sarei stata in grado, se avrei saputo gestire la situazione, se avrei avuto modo di contribuire. Come avrei fatto? Quei ragazzi avevano appena organizzato un evento pazzesco e si erano già buttati a capofitto per pianificare l’ultimo dell’anno.
Come ci riuscivano?

Il giorno del colloquio, dopo eterni stalkeraggi sui membri del CD e suppliche su come prepararmi, ero un fascio di nervi. Come potevo entrare in questo gruppo così entusiasta e dinamico? Che sapevo fare io a parte guardare le serie TV e lanciare i libri una volta finiti gli esami? Tremavo all’idea di dover spiegare le mie abilità (quali???) davanti a quel gruppo di esaltati.

Mi tremavano le mani. Mi tremava la voce. Ero davanti ai miei coetanei, ne ero consapevole, ma coetanei che erano riusciti a dare un valore in più alla propria esperienza universitaria e personale.
Ero convinta avessero qualcosa di speciale per essere riusciti a fare parte del Consiglio Direttivo (lo sono ancora) e come potevo io rientrare nello stesso gruppo se non avevo mai nemmeno aiutato in una task?

marketers5.jpg
Alcuni dei membri del CD 2014-2015, nonché la commissione che ha quasi chiamato l’ambulanza per soccorrermi

Sono entrata. La fortuna di avere pochi candidati quel giorno mi ha dato la possibilità di entrare. Ero lì, dopo aver rischiato quasi l’infarto e una possibile call all’ambulanza da quanto eri agitata, ero stata presa. L’emozione che ho provato è stata tanto quanto l’ansia (arrivata subito dopo) su cosa effettivamente avrei potuto fare ora che ero dentro.

Prima ancora di lavorare attivamente, c’era l’ultimo evento da programmare, l’ultimo per il CD di quell’anno. Grazie a quell’evento, il MARKETERs Day 2015, il mio livello di hype si è elevato gasandomi ancora di più in attesa del momento in cui avrei anche io contribuito a qualcosa del genere.
Non ho parole per descrivere ciò che ho visto, ma la voglia di correre e urlare (il tema era sportivo) ha preso il sopravvento e non sono mai stata così felice di fare una foto di gruppo – io che non permetto quasi mai a nessuno di fotografarmi per la troppa vergogna.

marketers.jpg
MARKETERS Day 2015: CD, task e qualche socio entusiasta

L’estate l’ho passata vedendo WhatsApp illuminarsi ogni secondo. Ero stata inserita nel gruppo CD e nel gruppo della mia area, e le notifiche non mancavano mai.

Ho conosciuto il gruppo con cui avrei collaborato, il mio e gli altri responsabili, i membri del CD 2015-2016 e quella che sarebbe diventata la mia seconda famiglia (anche se per problemi di disagio miei, mi sarei fatta subito conoscere come quella timida, ahimè, supplizio che mi accompagna sempre).

Com’è stato il mio primo anno nel CD?
Spettacolare.
Non sapevo fare assolutamente nulla e non sto esagerando, ma la facilità con cui ho e abbiamo imparato è stata sorprendente. Ho capito sul serio cosa volesse dire leaning by doing e il fatto che pure i responsabili fossero persone che avevano iniziato come me. Vedevo loro e proiettato un’immagine di come sarei potuta diventare io e soprattutto di come avrei potuto trasmettere le mie emozioni e competenze a quelli che sarebbero venuti dopo. Ciò che non è mai mancato è stato il gaso, il gaso per gli eventi, il gaso per fare parte del MARKETERs Club ma specialmente il gaso di poter condividere tutto con quel gruppo di ragazzi che rischiava di perdere l’anno universitario pur di farne parte. Questo era ciò che mi faceva andare avanti e che avrei tenuto stretto a me, da condividere con i ragazzi che avrei conosciuto dopo, soci ordinari che si sarebbero candidati l’anno seguente e non.

marketers.jpg
MARKETERs MakeIT: Breaking Brand. La mia prima task e il mio primo evento organizzato assieme ai MARKETERs esattamente un anno dopo averli conosciuti

L’anno – nonostante gli eventi, l’aver conosciuto personaggi e speaker di alto livello (Ogilvy rimarrà nel cuore) – è passato in fretta. Ho avuto modo di imparare tantissimo senza nemmeno rendermene conto, di pianificare giornate che non pensavo sarei riuscita ad organizzare e di dare vita, assieme a tutti, ad eventi memorabili e sempre più importanti.

marketers.jpg
Il mio primo anno nel Consiglio Direttivo 2015-2016. Al centro Francesca Bin, colei che sarebbe diventata la Prima Presy

Una volta arrivato il momento delle nuove candidature sembrava quasi strano stare dall’altra parte del tavolo, fare domande ed essere considerata la nuova responsabile della mia area.
Eppure ero lì, a guardare negli occhi quei giovani ragazzi che ora si trovavano esattamente dove mi ero trovata io un anno prima, a farsi le mie stesse domande, a tremare e a chiedersi come avrebbero potuto essere all’altezza dell’associazione.

L’anno nuovo è arrivato e, con non poca tristezza, abbiamo salutato alcuni del CD 2015-2016 che non sarebbero rimasti.
Il nuovo Consiglio Direttivo è stato formato e io mi sono ritrovata in un gruppo tutto nuovo di persone.
L’esperienza di insegnare e trasmettere ciò che il Club mi aveva dato è stata una dei momenti più belli all’interno dell’associazione. Rendersi conto di poter comunicare esattamente ciò che il MARKETERs aveva fatto per me, per il gruppo, per i soci e dimostrare quanto fosse vero che si parte da zero per qualsiasi cosa, vedere le reazioni dei nuovi ragazzi nel comprendere e rendersi conto di quanto il Club sia molto di più di un semplice gruppo di giovani, è stato stupendo.

La vera forza dell’associazione sta nelle persone che hanno dedicato ore, fatica e tantissime pagine moleskine per formarsi, formare gli altri e assicurarsi di dare a tutti l’occasione di imparare. Il Club esiste per gli studenti che vogliono di più e, per quanto possibile, la sua priorità è di dimostrare che chiuque sia abbastanza volenteroso, possa fare parte anche di una singola task per due mesi e vedere cosa significhi stare dall’altra parte.

L’entusiasmo nel volto dei nuovi soci che provano per la prima volta a programmare il primo post sui social, a venire alla prima riunione, confermare gli ospiti contattati, vedere la realizzazione dell’evento e festeggiare tutti assieme la riuscita, è uno dei ricordi che mi farà sempre essere grata di aver conosciuto il MARKETERs Club.

marketers.jpg
La prima redazione del Blog che sarebbe poi diventato This MARKETERs Life, con nuovi membri ed instancabili executive

Un’associazione che non smette di sorprendere, per quanto mi riguarda, e che permettere a dei wormbook come me di poter anche leggere moltissimi articoli e addirittura scrivere per il magazine nato nel Novembre 2016. This MARKETERs Life ha saputo prendere quella parte che forse mancava all’associazione e creare una redazione, sempre di ragazzi, dedita nel trovare argomenti di attualità sul marketing e sulle ultime novità nel mondo del business. Una soddisfazione non da poco se si considera che sia executive che redattori, provengono sempre dall’ambito universitario e, come per il Club, non hanno alcuna figura autoritaria al di sopra che gli dica cosa fare.

marketers.jpg
Nuovi executive, nuovi contributor e This MARKETERS Life in crescita

E per chi non fosse in vena di scrivere 600-1000 parole, avesse finito gli studi e si stesse mangiando le mani per non aver scoperto il MARKETERs Club prima, l’associazione ha creato uno spazio anche per voi. MARKETERs Academy: sempre un gruppo di giovani, ma con il focus verso l’organizzazione di corsi specifici per gli alumni e gli imprenditori. Un’occasione per fare formazione un sabato al mese e di imparare qualcosa sempre da speaker di alto livello.

Come se non bastasse, durante il mio primo anno da responsabile, ho pure visto nascere l’ultimo progetto MARKETERs, gestito da quel gruppo del CD che ci aveva salutati l’anno prima: MARKETERs Festival.
Non saprei nemmeno dirvi il lavoro che c’è stato dietro, le ore passate al telefono, le Skype call e i messaggi scambiati a qualsiasi ora del giorno e della notte (nonostante quasi tutti avessero pure un lavoro). Sono tornata ai tempi di quando avevo appena conosciuto il Club e pensavo fosse qualcosa troppo lontano per me e ora, che stanno programmando la nuova edizione del Festival, mi sembra nuovamente di ammirare un gruppo speciale di persone con delle conoscenze incredibili pronte a sbalordirmi di nuovo.

Insomma, i miei due anni nel MARKETERs Club mi hanno regalato grande emozioni, fatto conoscere persone diventate molto care e permesso di rendermi conto di cosa significhi far parte e dedicarsi ad una Community.

Ho visto nascere nuove realtà e rafforzarne altre, ho realizzato eventi e partecipato ad altri sempre più grandi, ho imparato e trasmesso, spero, con lo stesso entusiasmo che mi aveva attivata la prima volta. Ho capito che bisogna prima pensare a ai soci e a come coinvolgerli sempre, e non al proprio interesse personale. Ho avuto il piacere di passare da timida neo membro del CD a responsabile sempre timida ma riconosciuta con l’appellativo di “Sergente” per motivi ancora ignoti. Ho legato con tutti e visto crescere i piccoli ciddini. Ho colto tutte le sfaccettature di cosa significhi lavorare seriamente con altre persone e quanto stupore ci sia nei nostri confronti quando la gente scopre che siamo semplici studenti e ragazzi.

Ho adorato tutto e in questo preciso momento si sta svolgendo la prima riunione del nuovo CD 2017-2018 in qualche località remota.

marketers
Il nuovo Consiglio Direttivo 2017-2018 del MARKETERs Club. Credits to Giorgia Fontolan, Responsabile Comunicazione (che ha sacrificato se stessa per procurarmi la foto)

In bocca al lupo ragazzi, siete le nuove creaturine meravigliose del MARKETERs Club.

Dal vostro ex-Sergente in pensione
“tieni un biscotto e cuori gialli per tutti”

 

 

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Pubblicato da

Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

6 risposte a "I miei due anni nel MARKETERs Club: parole di un Sergente in pensione"

  1. Pingback: MASTER TDSI #3
  2. Pingback: MASTER TDSI #7
  3. Pingback: MASTER TDSI #8

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...