Gli anni ’80 con Scuola di Polizia

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Che meraviglia è Scuola di Polizia?
Forse non un film particolarmente geniale, ma sicuramente pieno di humor, dalle risate facili e con una sceneggiatura semplice ma efficace.Dal primo all’ultimo film, credo di aver visto ciascuno degli episodi di Scuola di Polizia almeno una dozzina di volte da quando me li ha proposti mio papà.
E probabilmente è proprio per questo che ancora adesso mi accerto di non perdermi mai una replica (almeno quelle dove c’è ancora Mahoney).

Fin da piccola mio papà ha insinuato due cose nella mia testa: l’amore per i libri e l’amore per i film.
La prima passione è cresciuta sempre di più, fino a desiderare di vivere in una libreria e motivo principale dell’esistenza di questo blog, un piccolo mondo personale dove poter trasportare la mia emozione nel leggere e trasformarle in espressioni che fluiscono qui.
Ora, il secondo interesse (quello cinematografico) non si è sviluppato in modo tradizionale: più che andare alla ricerca di grandi e piccoli film e analizzarne la trama, le capacità tecniche degli attorni, la sceneggiatura, la linearità tra una scena e l’altra, mi trovo incappata a notare i piccoli dettagli come uno sguardo (come quello di Al Pacino) o un’emozione percepita. Cerco l’irrazionale in una struttura ben definita, e questo è dovuto a mio padre.

I film che mi interessano sono prevalentemente dovuti a ciò che mi raccontava da piccola. Le sue passioni, i suoi interessi, il suo modo di spiegare una trama, la sua capacità di immergersi completamente in un film, il suo desiderio di trasportarmi insieme a lui nella storia…tanti piccoli gesti che non posso dimenticare e che, ancora oggi, mi ispirano nella scelta del film serale.
Se devo scegliere tra un film mai visto nella stessa sera che c’è qualcosa che già conosco, andrò inevitabilmente a scegliere l’ultimo. Non perché desidero andare sul sicuro, ma perché quelli vecchi mi ricordano i momenti passati con mio papà.

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Scuola di Polizia è uno di quei film.
Una serie che mio padre ha amato e ama ancora per la semplicità e l’ironia, e che ha poi trasmesso a me.
Dei poliziotti con delle caratteristiche uniche e ambigue si destreggiano tra le strane idee del Comandante Lassar, ritrovandosi in situazioni al limite del possibile dove tra scherzi, ripicche e veri delinquenti, veniamo catapultati tra i più improbabili dei poliziotti.

Alto e impontent e Hightower (letteralemente “Torre Alta”), è stato il cadetto che per anni ha rivelato il lato supereroe della giustizia. Invincibile e irremovibile, il più titanico tra i compagni, lui era quello delle scazzottate e dalla forza sovraumana. Difficile da dimenticare.

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Tackleberry, l’amante (eccessivamente appassionato) delle armi, la cui vita gira attorno al servizio militare e alla mimetica. Non vi è donna che sappia stregarlo quanto un’arma, almeno finché non trova una cadetta altrettanto incline a queste passioni.

Callahan, una bellissima donna dal carattere di ferro, una moderna wonderwoman che affascina ma si fa al tempo stesso rispettare.

Jones, il simpatico cadetto esperto di arti marziali e dalla voce mutevole. Un ventriloquo invidiabile che non cessa di sfruttare la sua capacità di imitare qualsiasi suono per confondere le persone.

Zed e Sweetchuck, due adorabili personaggi che hanno dato un tocco in più alla combriccola di poliziotti. Ex delinquente dislessico il primo, piccolo imbranato e goffo omino l’altro, assieme formato un duo assurdo, sfortunato, incompreso e bellissimo.

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Un altro elemento dalle piccole dimensioni è Hooks, una donnina minuta e delicata ma che, spettacolarmente, riesce a tirar fuori una voce immensa se innervosita.

Lassard, l’anziano ma arzillissimo capo di polizia. Da lui nascono le idee più improponibili che poi i suoi cadetti si impegnano a realizzare. Uomo dal cuore d’oro e profondamente legato al suo pesce rosso, colpisce con il suo sguardo tanto perso quanto tenero. E’ il nonno che vorremmo avere.

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Harris e Proctor, i due antagonisti che cercano continuamente di far espellere i nuovi protetti di Lassard. Capitano della scuola di polizia e aiutante, assieme si danno da fare per far emergere tutti i lati negativi dei cadetti, in particolare di Mahoney.

E infine c’è lui, Mahoney, il poliziotto combina-guai, il guastafeste che rovina sempre i piani del capitano. Il prescelto di Lassard, nonché protagonista indiscusso (non mi soffermerò a parlare delle serie dove non è presente). Scuola di Polizia gira attorno a lui e alla sfida con i due antagonisti e gli scherzi sono innumerevoli per poterli elencare tutti.

Grazie a tutti loro ho vissuto dei momenti divertenti assieme a mio papà. Non saranno certo attori paragonabili a Robert de Niro con le sue interpretazioni da brividi, ma i ricordi che ho sono sufficienti per mettere Scuola di Polizia tra i film da guardare. Le mie emozioni sono radicate tra le pareti di quell’accademia e, sia io che mio papà, non avremmo avuto modo di condividere quelle risate che ancora ci legano senza lo sguardo sornione di Mahoney.

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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