The Twits – Una meravigliosa storia sui primi stronzi

twits

Voglio raccontarvi di un libro. Ma non uno qualsiasi, scelto da amazon o trovato mentre bighellonavo tra gli scaffali di una libreria, questo libro è probabilmente il motivo principale per cui ora mi trovo qui.
Una storia di passione, di lettura, di amore per la carta e lo sfregare delle pagine. Inchiostro nero su sfondo bianco e un ventennio di ricordi si mischiano vorticosamente e riaffiorano tingendosi di lilla.

Tutto è iniziate alle elementari. Tra una lezione di inglese e l’altra, in una piccola scuola composta da pochi studentelli e alcuni giovani audaci maestri britannici, ho passato la mia gioventù coccolata dalle sinfonie british e dai libri.

Già a quei tempi infatti i nostri moderni educatori avevano preso l’abitudine di creare una lista di testi consigliati che si è poi tramutata nella wishlist di Amazon (che ho imparato ad amare tremendamente e a visitare quotidianamente).

Ed è stata proprio una di questi maestri a farmi un dono incredibilmente prezioso: mi ha regalato una copia di “The Twits” di Roald Dahl. Miss Lacey, una dolcissima ragazza dai capelli corvini, occhi grandi e la carnagione di porcellana, una moderna Biancaneve ma dalla chioma riccia che, prima di partire per una nuova avventura nel suo paese d’origine, mi ha lasciata con questa gemma che ancora oggi mi porto appresso.

The Twits è un simpatico volumetto, perfettamente formulato per un bambino alle prime prese con la letteratura, che stravolge da subito le tipiche storielle per i piccoli.
Niente eroi, cavalieri, regine, principesse o magiche creature fatate: la storia si sviluppa attorno a due soli personaggi, due coniugi, due individui ambigui e dai costumi poco consoni alle usanze socialmente accettate.
Due stronzi. E non esagero. Il libro (in italiano intitolato “Gli Sporcelli”) è un magnifico racconto di due enormi stronzi, incapaci di atteggiarsi in modo civile e che passano le giornate a farsi scherzi orrendi, di poco gusto e disgustosamente spassosi.

Due esseri immondi, brutti, pelosi, reietti e felici di vivere nella loro crudeltà.
Uno spettacolo inconcepibile per dei giovani bambini, dove sono i protagonisti buoni, santo cielo? Dove sono i valori, le buone maniere, chi ci insegna la morale e qual è il senso di questa storia di sprezzanti maniaci del disgusto?
La risposta arriva, ma nuovamente in una chiave sorprendente. Niente uomini valorosi o giovani spadaccini pronti a lanciarsi al salvataggio (di chi poi?), ma solo animali. Sono le scimmie infatti (prime vittime dei soprusi dei due) che con l’aiuto degli uccelli si liberano delle catene e delle gabbie, e si vendicano in pieno stile “occhio per occhio, dente per dente”.

Che dire un testo spigliato, divertente, irriverente, dinamico e sopra le righe. Uno spettacolo per gli occhi e per lo spirito di una giovane neo lettrice che si ritrova a scoprire un nuovo modo di narrare, con un focus su personaggi scabrosi e repellenti, animali che si ribellano all’uomo e trovano i mezzi per contrattaccare, e una spigliata dose di sarcasmo.
Un libro che ancora oggi mi lascia con il cuore più leggero e mi fa sentire di nuovo quella bambina dalle dita cicciottelle, ignara del potere della letteratura, che prende in mano per la prima volta The Twits e ne rimane incantata.

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Un incantesimo che 16 anni dopo ancora non si è spezzato e che mi auguro rimanga così anche negli anni a venire.
Ho scoperto il piacere della lettura, ho sentito cosa si provi a non voler mettere giù il libro, a ridere assieme ai personaggi, rimanere indignata, odiare, immedesimarsi e tuffarsi nel racconto, ho appreso la vera forza di quelle righe e la dipendenza che creano le parole. E da quel momento ho cercato di sommergi sempre di più, sempre più infondo tra quelle pagine di molti e svariati altri volumi. L’adrenalina nel ricevere un nuovo libro, il profumo delle pagine, la sensazione della copertina e delle pagine sfiorate dalle dita, la scelta delle immagini; tutto è nato con questo libro, o almeno questo è ciò che la mia anima ricorda. Perché non si tratta più di ricordi, ma di cosa mi suscita questo libricino al solo tocco.

Grazie Miss Lacey per avermi fatto conoscere gli stronzi prima di incontrarli di persona

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

5 risposte a "The Twits – Una meravigliosa storia sui primi stronzi"

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