Al Pacino – Paura D’Amare

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La capacità di trasmettere amore, totale arresa e puro sbalordimento risiede in uno sguardo.

Non era mia intenzione iniziare un blog per blaterare sui film, recensirli e dare la mia opinione totalmente avvolta dall’ignoranza e da pregiudizi personali su cosa sia bello o no, un bravo attore o una sceneggiatura ben fatta.

Non mi intendo di film… a parte apprezzarli la sera, quando si riunisce tutta la famiglia, non so ben altro. Potrei dirvi che Brad Pitt riesce ancora a sbalordirmi per il suo maledetto fascino che sembra non vacillare minimamente, o che Johnny Depp (per quanto non stia passando un periodo bellissimo) ha stufato con l’annuncio dell’ennesimo film de “I Pirati dei Caraibi”.
Invece voglio parlarvi di Al Pacino, non dell’attore (sebbene sia inserito nella categoria Film), ma solo del suo sguardo.

In un momento di nostalgia per un Classico, facendo un po’ di esperto zapping, ho trovato Paura D’Amare: Michelle Pfeiffer e Al Pacino alle prese con un’amore travolgente ma assediato da paure, ansie e tormenti del passato, si scontrano e si amano con intensità e dolcezza.
Le amarezze di certo non mancano: lei reduce da relazioni con abusi, lui ex detenuto per un errore del passato, con due figli che non vede da tempo e leggere tendenze suicide nascoste da un’irrefrenabile desiderio di dare tutto se stesso e amare la dolce cameriera complessata che è la Pfeiffer.

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La scena bellissima dello scocco della scintilla tra i due personaggi quando lei (presa da un crollo nervoso) si lascia sommergere dalle lacrime e lui la consola chiamando la stazione radio per farsi dire il titolo della canzone che aveva fatto sbocciare il loro amore fisico è stato molto toccante. L’intensità con la quale lei prima ha cercato di cacciarlo via e poi è crollata sotto i ricordi del passato è stata una scena che ha letteralmente superato la barriera dello schermo.
Molto bello, struggente e che ha dato un dispiacere neanche fossi stata io la vittima di violenze.

Però non dimentichiamoci di Al Pacino. Quest’uomo ha fatto scomparire tutto il film grazie ad un’unica scena: seduto sul divano fa’ una sola richiesta “Fammi vedere il tuo corpo, per 15 secondi, voglio solo ammirare la donna che amo”. E fin qui si può considerare un momento di tipico romanticismo e desiderio.

Era lì, sul mobile che parlava con totale semplicità, con una richiesta buttata lì, ma calcolata. E qui la Pfeiffer mi ha donato qualcosa di incredibile: si è spogliata. Non fraintendetemi, lei era coperta, la visuale del suo corpo era solo per l’uomo sul divano, una scena per gli occhi di Al Pacino e nessun altro.
Ma Michelle ha donato qualcosa anche a me in quel frangente: lo sguardo di Al.

Compreso che la sua richiesta stava per essere esaudita i suoi occhi si sono trasformati. I due pozzi neri si illuminano, la forma degli occhi si muta spalancandosi, la pendenza un po’ all’ingiù sembra risollevarsi, la pupilla si dilata e le sopracciglia di spostano dando spazio ad una delle espressioni più belle mai filmate: completo e irrefrenabile ammirazione e abbandono verso l’amore. Desiderio nel suo livello più puro e primitivo; gli occhi di Al Pacino hanno espresso tutto fermando il tempo e la storia. Uno sguardo simile non lo si vede spesso (e non è facile imitarlo nei film), è qualcosa di inafferrabile che pochi nella realtà hanno la fortuna di vedere di persona, ancora di meno quelli che vedono rivolto verso di sé questi occhi colma di speranza, sbigottimento e arresa.

Quegli occhi mi hanno stregata, bellissimi, scuri, grandi e meravigliosamente avvolgenti. Ho amato Al Pacino, l’ho amato con tutta me stessa e, in quel momento, ho desiderato ardentemente di essere io lì in quella stanza ad osservare quegli occhi color pece. Bravo Al

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

6 risposte a "Al Pacino – Paura D’Amare"

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie mille per i complimenti (ricambiati) e per la risposta! 🙂

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