La staccionata del villaggio

sanvee

La mia cittadina non è molto grande. Vivo in un paesino protetto dal tempo, ma che riesce comunque a mantenersi viva e moderna rispetto alle sorelle vicine.

Un villaggio, come lo definisco io, che libra tra i cittadini al passo con i tempi e il loro atteggiamento modesto.

Oggi mentre passeggiavo con il mio cane baciato dal sole, in un momento di incredibile rarità, ho lasciato che il mio cellulare emettesse i suoi ultimi suoni prima di scaricarsi e spegnersi vibrando.

Un momento raro in quanto di solito non mi sfiora nemmeno il pensiero di uscire di casa senza averlo adeguatamente caricato: PokémonGo (sì crea dipendenza, ma alla fine giro con il mio fidato cagnolino-simil panteganinga), foto instagrammabili (vivo in un bellissimo regno verde), foto del mio compagno di camminata (sono a pochi passi dall’aprirgli un account suo – che apprezzerò solo io); un cellulare scarico è parte della mia esperienza quotidiana tra le strade e i vicoletti della città.

sanve

Insomma, mentre il cellulare si oscurava a chilometri di distanza dal suo amico caricabatterie, riponendolo nella borsa a tracolla, ho notato una piccola meraviglia. Una villetta un po’ lasciata a sé, ma immersa nel tipico giardinetto pieno di alti alberi freschi che riprendevano lo stile delle case accanto, sorgeva protetta da una staccionata bianca.
E lì, oggi, con gli occhi lontani dal smartphone, mi sono resa conto di non aver mai visto un’altra staccionata di quel colore così anni ’70 ma così splendente grazie ai raggi che riuscivano ad oltrepassare le fitte foglie.
Era bellissima, una banalità forse per molti, ma l’unica così diversa dai muretti che invece circondavano le dimore attorno.

Improvvisamente quel giardino non sembrava più uguale agli altri, ho iniziato a notare l’erba un po’ alta, le buche lasciate dal pastore tedesco, le tapparelle per metà tirate su, le seggiole consumate adagiate in giardino e l’orticello che cresceva pigro su un lato di questo. Anche la villetta era più vissuta e il cane fuori sembrava osservare me e il peluche al guinzaglio con uno sguardo più maturo.

E che bello è stato questo breve tuffo nel passato (almeno secondo me)!
Quella bellissima staccionata mi è rimasta in mente e ancora adesso penso ai suoi dettagli e come i rami degli alberi ricadessero pigramente su di essa.

Non ho altro da aggiungere, eccovi un lama

sanve2

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Scrivo cose, ne leggo altre, sogno di spendere tutti i miei soldi su Amazon e di vivere tra immensi scaffali di libri. Ho sempre fame e non sopravvivo senza la seconda colazione o un buon libro

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